La città si unisce per salvare il tribunale
In difesa del tribunale di Ivrea c'è anche un progetto presentato dall'attuale presidente, Carlomaria Garbellotto, magistrato di lungo cors, in città dal novembre 2009. Garbellotto ipotizza un tribunale di Ivrea allargato con due sezioni distaccate, una a Chivasso e l'altra a Ciriè, in modo da non penalizzare i cittadini di questi ultimi due Comuni. Ad Ivrea resterebbero in esclusiva il collegio penale, il giudice delle indagini preliminari e la Corte d'Assise Sono due gli scenari possibili. Il primo vede la soppressione del tribunale di Ivrea, così come quello di Pinerolo, e l'accentramento in una unica struttura da realizzarsi a Torino. L'area individuata è quella di Porta Susa, dove a breve il palazzo che oggi ospita gli uffici della Rai saranno vuoti. Un ottimo affare immobiliare per qualcuno e una valanga di disagi per tutti i cittadini che non vivono nella prima cintura del capoluogo. Il secondo scenario vede la realizzazione di due tribunali in provincia, quello di Ivrea (con allargamento dei confini verso il chivassesse e parte del ciriacese) e quello di Moncalieri (con giurisdizione su Susa e Pinerolo. E' questa l'ipotesi che trova una buona sponda in Michele Vietti, già senatore del Canavese, e oggi vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. «Bisogna fare presto e bene la revisione della geografia giudiziaria - ha detto Vietti – perché abbiamo bisogno di razionalizzare le poche risorse sul territorio». di Vincenzo Iorio wIVREA Compatti per salvare il tribunale. Venticinque firme sotto un documento (pubblicato qui a fianco) che invita i cittadini a mobilitarsi in difesa del tribunale. Amministratori comunali, imprenditori, sindacalisti ed esponenti del mondo produttivo per la prima volta uniti per evitare l'ennesimo accentramento su Torino che priverebbe questo territorio di un importante presidio istituzionale. Una campagna, fatta propria con forza dalla "Sentinella", che le forze economiche, politiche e sociali della città vogliono vincere. La decisione sul futuro del tribunale di Ivrea verrà resa nota non prima della fine di aprile, quando la commissione ministeriale avrà ridisegnato la geografia delle sedi giudiziarie italiane. L'obiettivo, facile da intuire, è quello di ottimizzare e di tagliare tutti quei tribunali che, non essendo capoluoghi di provincia, hanno un bacino di utenza al di sotto di 200 mila abitanti. Ivrea, come è noto, è sotto questa soglia sfiorando i 190 mila abitanti. Intanto, il territorio si mobilita e tenta di trovare le contro misure per arginare quella che tutti definiscono una «scelta scellerata». L'appuntamento, cui sono invitati tutti i cittadini, è per giovedì 5 aprile, alle 17, nella sede di Confindustria Canavese (in corso Nigra, 2). «Sarà quella l'occasione - spiega Giorgio Panattoni, primo firmatario dell'appello - per confrontarci, per avere nuove adesioni, ma soprattutto per decidere cosa è possibile fare concretamente affinché Ivrea e il Canavese non si impoveriscano a vantaggio di Torino». «Questa - afferma Panattoni, già deputato - non è una battaglia in difesa del piccolo campanile, ma di sopravvivenza». Il timore, condiviso da molti, è che insieme al tribunale possano, in una sorta di effetto domino, sparire la compagnia dei carabinieri, il commissariato di polizia, la guardia di finanza, l'Agenzia delle entrate, l'Inps, l'Inail... «Serve una mobilitazione - aggiunge l'imprenditore Piero Getto - per poter continuare a vivere e a lavorare su questo territorio. Penso ai miei colleghi imprenditori che tra certificazioni e piccole cause sono spesso costretti ad andare in tribunale. Penso ai cittadini che devono testimoniare e che dovranno sobbarcarsi le spese di un viaggio scomodo. Penso ai disagi per gli avvocati e per i loro clienti, che inevitabilmente si troveranno una parcella più alta a causa degli spostamenti che gli studi legali dovranno affrontare». Getto si accalora e invita tutti a partecipare al'incontro del 5 aprile. «Condivido l'obiettivo del Governo di rendere più efficienti i tribunali - conclude - ma la chiusura del tribunale di Ivrea non ha nessun senso. È uno dei pochi che funziona bene e ha tutte le potenzialità per espandere i propri confini verso il chivassese». In campo per la difesa degli uffici giudiziari c'è anche la Confesercenti. Antonella Pasquale è la responsabile delle sedi di Ivrea, Ciriè e Settimo Torinese. «È un momento molto delicato per la nostra economia e sopprimere il tribunale avrebbe conseguenze negative per la città. Dietro una struttura del genere c'è un indotto che contribuisce a far lavorare molte attività commerciali». Ma al di là degli interessi di categoria, Antonella Pasquale punta l'accento sui tanti cittadini che sarebbero costretti a viaggiare ogni giorno verso Torino. «Andare in auto, trovare parcheggio è una spesa che si aggira sui 30 euro - conclude Pasquale - Chi non possiede un mezzo privato dovrà andare con il treno. L'altro giorno, così come accade spesso negli ultimi mesi, quello delle 7,30 è arrivato a Torino con un'ora di ritardo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA