Dell'Utri compra all'asta i volantini Br su Moro
di Annalisa D'Aprile wROMA «Il processo accusatorio al prigioniero Aldo Moro è terminato... Non ci sono dubbi, è colpevole e pertanto viene condannato a morte». Sono le parole con cui iniziano e terminano le due pagine del "Comunicato N. 6" datate 15 aprile 1978, e firmate "Brigate Rosse". Quel volantino, che decretava la condanna a morte dell'allora presidente della Democrazia cristiana, ieri è stato battuto all'asta da Bolaffi, insieme ad altri 16 comunicati ciclostilati, per 17mila euro. Ad aggiudicarseli con un'offerta arrivata per telefono, la Biblioteca di via Senato di Milano, di proprietà di Marcello Dell'Utri. Ma l'acquisto del Lotto 243 da parte della biblioteca ha fatto infuriare i familiari delle vittime del terrorismo secondo cui quei volantini sono stati «ceduti come dei francobolli». Mentre Dell'Utri ha già annunciato una prossima mostra per fine aprile sui 17 comunicati, prodotti tra il '74 e il '78, recapitati all'epoca nelle redazioni dei giornali. Tutti hanno come intestazione la scritta Brigate Rosse con al centro la famigerata stella a cinque punte. Dalla Biblioteca i responsabili hanno spiegato di aver partecipato all'asta perché già in possesso dell'archivio più importante d'Italia sul '68 e sugli anni successivi. Ma ieri, mentre nella casa d'aste Bolaffi si facevano offerte per il lotto (base d'asta 1.500 euro), fuori alcuni rappresentanti del sindacato di polizia Coisip protestavano. «Gli errori si pagano una vita, per taluni di essi una vita non dovrebbe nemmeno bastare» c'era scritto sullo striscione dei manifestanti, tra le fotografie di Moro e degli agenti della scorta uccisi il giorno del suo rapimento (16 marzo 1978). Maria Fida Moro, figlia dello statista democristiano, ha definito l'asta «un'operazione di sciacallaggio». Ieri mattina, prima dell'asta, è intervenuto duramente Giovanni Berardi, figlio del maresciallo Rosario Berardi ucciso dalle Br e presidente dell'associazione italiana Vittime del terrorismo. «Dovevano andare a una istituzione pubblica, non a un privato - ha detto Berardi indignato - questa è una vergogna per il nostro Paese». I volantini sono stati dati a Bolaffi da un privato che li avrebbe trovati tra la carta mandata al macero di una casa del popolo di Torino. Berardi ha cercato di aggiudicarsi il lotto, ma disponeva di 2500 euro più i 2 mila offerti dalla casa d'aste, e quando la cifra ha cominciato a salire ha dovuto rinunciare. «Non pensavamo che quei volantini suscitassero tanta attenzione» ha commentato Maurizio Piumatti, amministratore della Bolaffi. «Le polemiche sollevate per averli messi in vendita non hanno senso: si tratta di documenti storici e come tali vanno giudicati» ha precisato Dell'Utri aggiungendo che il ricavato della prossima mostra sui volantini verrà devoluto ai familiari delle vittime del terrorismo. E Antonio Iosa, responsabile lombardo dell'Associazione, ha subito replicato al senatore di cederglieli «alla cifra simbolica di 1 euro». All'asta ieri c'erano anche gli autografi di Hitler, Obama, Mussolini, Saddam Hussein, Gabriele D'Annunzio, Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA