COLORI E TAGLI DELL'ESTATE 2012
di Manuela Pivato wINVIATA A MILANO L'orlo si allunga, la vita si alza, la camicetta si chiude fino al collo e dal colletto sboccia un volto bianco come il latte ombreggiato dal cappello di paglia. Nel bagagliaio dell'auto c'è il cestino del picnic, dentro il cruscotto un paio di guantini di cotone e nella borsa (piccola e squadrata) un costume intero. L'appuntamento dal parrucchiere è nel tardo pomeriggio, per farsi avvolgere i capelli biondi intorno a grossi bigodini e farsi dipingere le unghie di rosa. È l'estate del 2012 ma sembra di essere negli anni Cinquanta dove un esercito di Doris Day in golfino color pastello, abito stretto in vita e foulard, non suda, non s'abbronza e non si scompone. Dolce come il miele, morbida come il mou e appiccicosa come lo zucchero filato, la moda della bella stagione guarda al passato con un sospetto di nostalgia. Rivestendo la donna con una tavolozza di tinte baby, le restituisce il suo ruolo di signora alla Grace Kelly che magari sarà anche un po' noiosa però è rassicurante come una torta di mele fatta in casa. Così l'abito di Moschino diventa un'invogliante fragola, i pantaloni di Costume National si tingono di rosa confetto, la gonna di Louis Vuitton crepita di organza, il soprabito di broccato (da pomeriggio) di Prada sembra uscito da un film con Liz Taylor, i costumi guadagnano tessuto e diventano interi o con slip ascellari, seno a coppe e bretelle larghe. Aiuto. Sul possibile effetto soporifero il dibattito è aperto. Di certo il vento del perbenismo (o della nausea da esibizione) è soffiato forte e ha coperto la donna come non accadeva da più di mezzo secolo. Gonne sotto il ginocchio, camicie con il colletto abbottonato e manica fino al gomito, golfini pelosi, borsetta rigida al braccio. Ma come stai bene mia cara, due bacetti sulle guance e via. Tranquille, però. Se non vi sentite Lana Turner, per la prossima estate c'è molto altro. Se vi sentite a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento, ad esempio, ci sono i broccati, i fiocchi, i punto smock dei soprabiti increspati sulla schiena di Miu Miu. C'è l'esplosione incontrollata dei colori di Salvatore Ferragamo stampati su abiti con scollo all'americana, vita stretta e orlo variabile dal monacale al lungo. L'arancio con il fucsia, il viola mescolato al giallo, il rosso accostato del verde. Se non si vedrà un centimetro di pelle, almeno ci si rifarà con l'allegria della seta. Se invece amate il bianco perché fa estate appena lo vedi c'è quello immacolato di Ferrè declinato su gonne attillate, spacchi retrò, giacche da uomo e quello di Jil Sander generosamente dispiegato su camicette, grembiuli, robe-manteau, tubini e, va da sé, abiti da sposa. Per trovare qualcosa di più corto si può bussare da Roberto Cavalli che ha disegnato un bouquet di abiti giocati sui toni dell'oro, nero e argento con richiami barocchi. Per la trasparenza non delude Alberta Ferretti, che veste la sua donna con abiti a metà polpaccio _ aiuto, aiuto _ però almeno scopre le spalle mentre Giorgio Armani è andato diritto alla meta ispirandosi al mare. Organza, cady, raso, chiffon, cristalli e perle per una collezione che sgrana tutte le sfumature dell'azzurro: azzurro polvere, azzurro pallido, bebè, bianco ghiaccio, bianco nuvola, bianco spuma, celeste cielo, blu mare. La sua donna è una sirena dalla pelle di luna che esce soltanto si notte e, tra le onde, incontrerà un'altra donna acquatica che non le sarà da meno. È quella disegnata dall'incontenibile Karl Lagerfeld per Chanel: giacche senza schiena fermate da una catenella, spruzzi di gonne a palloncino, pizzi simili a incrostazioni di alghe e la nuova borsa d'argento – la soft shell – da ripiegare in una bustina. Dagli abissi emerge anche la dea di Givenchy che va alle feste terrene con la coda della donna pesce e, al collo, un filo di giganti denti di squalo. Dev'essere appena uscita da una conchiglia quella infilata invece nel macramé al laser di Valentino o nell'abito a squame di Laura Biagiotti. Nell'acquario nuota bene anche la donna-sub di Donatella Versace al mare in short e tuniche di neoprene e all'happy hour sulla spiaggia in pepli stampati con stelle marine. Tranquille, non sarà solo Le Grand Bleu. Le tipe più metropolitane potranno contare su giubbini di pelle colorati, borchiati, zippati, preferibilmente molto stretti, strapazzati come li ama Ines de la Fressange, con o senza maniche, come quello bianco di H&M. O su spolverini di ogni tessuto e colore che vanno bene al mattino con i jeans e la sera sull'abitino nero. Max Mara l'ha voluto d'oro, Simonetta Ravizza in pelle o in camoscio. Kiton è per il balzer più classico mentre Krizia per giacche oversize. Irrinunciabile il trench, che fa da impermeabile, soprabito e cappottino da mezza stagione. Il tutto, ma proprio tutto sarà distribuito su tacchi che sono grattacieli. A rocchetto, a stiletto, a cono, a tronco, a pigna, da strega, da circo, da red carpet, con cinturino, con fibbia, con applicazioni, allacciati alla caviglia, di pelle, di rettile, argentati o coloratissimi, i sandali saranno il concentrato di femminilità dalla caviglia alla rotula. Accontentarsi. Per questo, tolti i bigodini e il cerchietto da grave ragazze, sentitamente li ringraziamo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA