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IVREA Il jazz, Ivrea, il Canavese: un lungo rapporto che dura da trentadue anni e che ha prodotto, tra alti e bassi, inevitabili in ogni storia che si rispetti, fior di occasioni di conoscenza, di approfondimento e, comunque, di ottima musica. Open Jazz Festival, come hanno deciso di ribattezzarlo gli organizzatori (Ivrea Jazz Club - Music Studio) è diventato un appuntamento fisso dell'offerta musicale di primavera in Italia e ribadisce le sue caratteristiche: musica jazz ma pure sperimentale, ricerca, sguardi e riflessioni oltre la musica strettamente intesa. Quest'anno si svolge da martedì 27 a sabato 31 marzo e coinvolge Chiaverano, Bollengo, Banchette e Ivrea, nelle sue due ultime serate al Teatro Giacosa. Attesi migliaia di persone, viste anche le iniziative collaterali. La prima serata, al teatro Bertagnolio di Chiaverano, alle ore 21.30, presenta un duo inedito formato dal funambolico contrabbassista Miroslav Vitous (fondatore dei Weather Report e collaboratore della "crema" del jazz moderno come Miles Davis, Chick Corea, Wayne Shorter e tanti altri) e il chitarrista eporediese Maurizio Brunod, uno dei più noti strumentisti a livello nazionale e non solo. Due sono i momenti proposti il giorno successivo, mercoledì 28 marzo il primo è previsto alle ore 17.30 presso l'Archivio Storico Olivetti di via Miniere, a Ivrea, e ha per titolo "L'Olivetti e la cultura - E(x)stinzione", con la partecipazione dei giornalisti Franco Bergoglio (Jazzitalia), Guido Michelone (Musica Jazz - Il manifesto), Marco Basso (La Stampa) e chi scrive queste note. Al termine, concerto-presentazione del cd "Kandisky" con Massimo Barbiero (batteria e percussioni), Marcella Carboni (arpa). A Bollengo, a conclusione della ricca giornata, nel salone comunale, dalle 21,30, concerto "ContaMinata", un omaggio a Mina di Paola Mei (voce), Sandro Gibellini (chitarra), Lucio Terzani (contrabbasso), Vittorio Marinoni (batteria). Molto impegnativo e spettacolare il concerto del giorno seguente giovedì 29 marzo nella sala "Pinchia" a Banchette con "Enten Eller Orkestra E(x)stinzione". Oltre agli storici componenti degli Enten Eller, Alberto Mandarini (tromba), Maurizio Brunod (chitarra), Giovanni Meier (contrabbasso), Massimo Barbiero (batterria), partecipano Giancarlo Schiaffini (trombone), Marcella Carboni(arpa), Carlo Actis Dato (sax e clarinetto basso), Laura Conti (voce), Orchestra d'archi "B. Bruni" di Cuneo, foto e proiezioni di Luca D'Agostino, allestimento di Toni Muroni, testi di Franco Bergoglio. E' un progetto che supera la dimensione musicale per documentare con l'obiettivo fotografico la misura della decadenza industriale non solo del Canavese, ma anche della ex-centrale di Trino, dei Cantieri navali di Monfalcone, un pò di tutt'Italia. Molta nostalgia richiama il concerto del giorno seguente, venerdì 30 marzo al Giacosa di Ivrea (ore 21), che presenta il favoloso gruppo "Area", formato da Patrizio Fariselli (pianoforte e tastiere), Ares Tavolazzi (contrabbasso), Paolo Tofani (chitarra e trikanta), U.T. Gandhi (batteria). Inutile provare a definire il loro genere perchè si deve chiamare in causa il jazz, il rock, il progressive, la world music, l'avanguardia, la sperimentazione, la canzone politica. L'esibizione degli Area è preceduta da un breve concerto di "Nuance", un duo al femminile formato da Marcella Carboni (arpa e live effects), Elisabetta Antonini (voce e live electronics). La serata conclusiva del festival è dedicata, e non poteva essere altrimenti, a Enrico Rava (tromba), musicista rigoroso e strumentista raffinato, "poeta" dello strumento a fiato e compositore. Con lui: Gianluca Petrella (trombone), Giovanni Guidi (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria). Sergio Giolito