Servizi sociali, un buco da 1,4 milioni

CUORGNÈ Un milione 346mila euro di trasferimenti in meno dal 2010 ad oggi. A tanto ammontano i tagli subiti dal Consorzio intercomunale per i servizi socio-assistenziali Ciss 38 di Cuorgnè ed il presidente, Alessandro Ratto, lancia un vero e proprio grido di allarme. «A fronte di un aumento di persone che si sono rivolte e si rivolgono ai servizi sociali in seguito alla crisi economica ed occupazionale che perdura ormai da tre anni, contestualmente registriamo una riduzione di risorse - afferma Ratto -. Il bilancio di previsione 2012 è stato predisposto ma non ancora approvato in quanto attendiamo di capire l'evoluzione a livello regionale. Posso anticipare, comunque, che le spese generali saranno ridotte del 5-10%». Tra i grossi servizi penalizzati figurano i sussidi di assistenza economica, benefici in denaro per altro già minimi rispetto alle necessità di un nucleo familiare composto da 3-4 persone, che ora verranno erogati solo a chi risulta a reddito zero. Si è dovuto chiudere, poi, il servizio di inserimento lavorativo che prevedeva l'assegnazione di borse lavoro per adulti e minori in difficoltà. Ma particolarmente grave è la riduzione del 20% per un altro servizio essenziale, come l'assistenza domiciliare. In questo caso, i tagli sono in parte mitigati dalla scelta dei Comuni di aumentare di un euro per abitante la quota assegnata al Consorzio (attualmente 27,43 euro pro capite). «La sostanza è che non riusciamo più ad erogare servizi primari o siamo costretti a farlo in modo parziale - aggiunge il presidente Ratto che snocciola i dati affiancato dal responsabile area programmazione e servizi generali, Massimo Rivoiro -. L'assistenza domiciliare, che interessa soprattutto gli anziani, significa non ricoverare gli over 65 in strutture e, di conseguenza, avere costi inferiori per la collettività nel suo insieme. La Regione dimostra cecità su questo aspetto riducendo i finanziamenti ai Comuni ed agli enti gestori. È sconvolgente il fatto che il sistema sociale europeo quando vi è un momento economico florido, con denaro che gira, dilata le spese, mentre quando vi è una crisi come quella attuale si tagliano le risorse. È un paradosso che quando la gente sta peggio si sia costretti a ridurre i servizi». Drastico taglio quantificabile nella misura del 40% anche per il servizio di educativa territoriale che prevede interventi a sostegno di minori e disabili che vengono affiancati da esperti nel rapporto diretto ed a supporto delle famiglie nella funzione educativa. E un altro grosso problema è rappresentato dal fatto che non si possono più autorizzare gli inserimenti in strutture (leggasi case di riposo) di persone non autosufficienti per le quali l'Asl integra parte della retta sanitaria ed il Ciss quella alberghiera. Davvero una situazione al limite. E potrebbe peggiorare. Chiara Cortese ©RIPRODUZIONE RISERVATA