«Profughi, aiutateci o sarà il caos»

BANCHETTE Allarme dei sindaci per l'emergenza migranti dalla Libia. Preoccupati si appellano al Governo e dicono «non potete lasciarci soli a fronteggiare la situazione». A Banchette i migranti sono 92, a Rivarolo 60, a Ivrea 20, ad Alice Superiore 10: 182 persone in tutto in attesa del riconoscimento dello status di profughi che gravitano sul territorio senza sapere bene cosa li attende in futuro. Ad Alice Superiore i migranti sono in rivolta. Sono pochi, ma stanno creando problemi notevoli. Lunedì scorso si sono attaccati al tergicristalli di un pullman di linea per bloccare il traffico e da giovedì bivaccano fuori dalla struttura di accoglienza: lì non ci vogliono più stare. Il sindaco Paola Faletto da quando è esplosa la protesta, insieme ai carabinieri, cerca di tenere testa alla situazione ed evitare che precipiti, monitorandola 24 ore su 24. «Ho bisogno di aiuto, così non si può più andare avanti». Oggi alle 14 l'emergenza umanitaria canavesana, intanto, arriverà a Roma, a Senato. Pietro Marcenaro, presidente della commissione Diritti umani del Senato, lo ha anticipato nel corso della conferenza stampa sui migranti tenutasi lunedì a Banchette: «Alla riunione della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato chiederò di farsi da tramite, al Ministro dell'Interno Cancellieri, perché intervenga al più presto sulla questione – ha assicurato il senatore -. Ritengo essenziale evitare che questi individui, a Banchette come nel resto del Paese, scivolino nell'illegalità. Serve regolamentare la loro presenza o con la concessione della protezione umanitaria o con il permesso di soggiorno o con il rimpatrio assistito. Non tutti potranno ottenere, invece, lo status di profugo perché viene rilasciato soltanto se il Paese di provenienza è in guerra. Ed i migranti è vero che arrivano dalla Libia, ma in Libia erano immigrati per trovare lavoro, quasi tutti provenivano dall'Africa sub-sahariana». Insomma secondo il senatore Marcenaro essenziale è che si accendano i riflettori sulla questione migranti nelle sedi istituzionali opportune, altrimenti si rischia. All'incontro di lunedì erano presenti diversi amministratori dei Comuni di Albiano, Bollengo, Burolo, Chiaverano, Fiorano, Ivrea, Pavone, Parella, Samone e Salerano, che chiedono aiuto e attenzione. L'associazione Connecting People ed il comitato volontari assistenza profughi. I sindaci dei Comuni citati, a fine febbraio, avevano già convocato un tavolo di coordinamento per costituire un fronte unico sulla vicenda migranti. Il loro obiettivo fare in modo che i percorsi di integrazione, già avviati all'arrivo dei migranti all'hotel Ritz a luglio, si trasformino da progetti di emergenza a progetti di sviluppo. «I problemi da affrontare sono tanti – osserva il sindaco di Banchette Maurizio Cieol a fine conferenza -, da parte nostra investiremo della questione Provincia di Torino, Regione Piemonte, Prefettura di Torino, Ministero, per sollecitare, in tempi brevi, risposte sullo status dei migranti. Intanto cercheremo sbocchi lavorativi temporanei per queste persone. L'importante è che nessuno si dimentichi che noi sindaci siamo sul territorio a fronteggiare in prima linea una situazione difficile». Mariateresa Bellomo ©RIPRODUZIONE RISERVATA