Boni presiede il Consiglio «Estraneo ai fatti, non lascio»
MILANO Davanti al Consiglio regionale lombardo Davide Boni ha ribadito di ritenersi «estraneo ai fatti» di corruzione che la procura di Milano gli contesta e ha confermato di «voler continuare» nell'incarico di presidente, tanto da aver scelto di guidare i lavori dell'Aula dopo che, appena una settimana prima, se ne era astenuto rimanendo fra i banchi del suo partito, la Lega Nord, e inviando una lettera a tutti i consiglieri del Pirellone. Nemmeno la mobilitazione delle opposizioni di centrosinistra ha fatto vacillare la sua poltrona: una mozione perchè gli indagati per reati contro la pubblica amministrazione lascino i loro incarichi istituzionali è stata discussa, votata e bocciata, perchè la maggioranza Pdl-Lega ha offerto il suo scudo politico. Alla fine, la seduta rischia di rimanere nelle cronache soprattutto per lo scatto con cui il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha dato del «pirla» in Aula al capogruppo dell'Idv, Stefano Zamponi, che lo aveva criticato per la sua gestione politica ma anche accusato di non aver mai lavorato. Formigoni ha replicato elencando i mestieri fatti sin da prima di entrare in politica. E, sentenze alla mano, ha sostenuto: «Dare del pirla a Zamponi non è reato».