Asa Scavi, la situazione si sblocca

CASTELLAMONTE Da oggi, lunedì, un paio di squadre di Asa Scavi riprenderanno a lavorare per conto di Asa Acque, l'azienda compartecipata al 51% dalla Smat. La decisione è stata assunta venerdì scorso al termine dell'incontro tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacati e l'amministratore delegato di Asa Acque, Renato Tarena. Questi, dopo aver osservato come i lavori di manutenzione degli acquedotti altocanavesani, originariamente affidati ai dipendenti di Asa Scavi, erano andati in esaurimento, si è impegnato a garantire la continuità operativa di questo ramo di d'azienda, almeno fin quando non verrà perfezionato il passaggio alla Co.Ve.Co. di Venezia, passaggio, siglato la scorsa settimana a Torino, presso la sede della Smat. Come noto, l'accordo quadro messo a punto dalla Società Metropolitana Acque Torino prevede la ricollocazione dei 38 lavoratori dell'azienda castellamontese alla cooperativa veneta che riceverà commesse per la manutenzione straordinaria delle reti idriche canavesane per i prossimi 4 anni (12 milioni di euro l'investimento). «Siamo soddisfatti – spiegano i rappresentanti aziendali che hanno portato avanti la trattativa -, anche perché è stato ottenuto ciò che chiedevamo: non continuare con la cassa integrazione mentre altre ditte, provenienti da zone al di fuori del Canavese, facevano il nostro lavoro». Soddisfatto anche l'amministratore di Asa Acque per il fatto che la contestazione messa in atto nei giorni scorsi si sia poi risolta in modo civile. Una trattativa andata a buon fine, dunque, nell'universo delle costellazioni Asa dove, invece, le preoccupazioni restano immutate, ad iniziare dal settore rifiuti, quello che tiene tuttora col fiato sospeso tanti dipendenti. (d.r.)