Falsi poveri, Ivrea ha perso la pazienza

IVREA Che rabbia per i falsi poveri che pur non avendo bisogno sottraggono soldi a chi è veramente in difficoltà. Indignazione e sdegno sono i sentimenti degli amministratori pubblici canavesani che ogni giorno devono rispondere ai tanti, veri, bisognosi che si rivolgono alle istituzioni per avere un aiuto, di fronte ai risultati dell'operazione della Guardia di finanza di Torino. Sono state individuate 65 persone che ottenevano soldi pubblici pur non avendone diritto. Ora i controlli si fanno più stretti e gli amministratori fanno la loro parte: «Sono soddisfatto dei risultati ottenuti dalla Guardia di finanza – commenta l'assessore alle politiche sociali del comune di Ivrea, Paolo Dallan – in un momento di crisi economica come questo con la scarsità di risorse per il settore sociale è un vero delitto quanto accadeva. Il Comune e le persone bisognose sono state doppiamente danneggiate da questi furbetti. Prima di tutto perché ne hanno usufruito pur non avendone diritto e secondo perché così facendo lo hanno tolto invece a chi ne ha davvero necessità». Sono comunque ferrei i controlli messi in atto dalle amministrazioni per scoprire queste truffe, anche se qualcuno riesce a farla franca: «Noi controlliamo tutte le pratiche sulla concessione di contributi sulla locazione, sul riscaldamento e per le case popolari. Scartiamo a priori coloro che ci presentano un Isee pari a zero, perché non riteniamo sia possibile sopravvivere senza redditi. Solo qualche mese fa abbiamo scoperto una persona che usufruiva di un alloggio popolare pur possedendo altre case a Ivrea e nel resto del Piemonte. Le è stata tolta la casa e l'abbiamo denunciata per dichiarazione mendace. Persino sulla Tarsu eseguiamo continui controlli, tanto che l'evasione è solo al 2%. Certo non possediamo la capacità e la possibilità di accedere alle banche dati ed ai conti come la Guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate, ma nel nostro ambito cerchiamo sempre di controllare e approfondire l'esame delle domande che ci vengono inoltrate». La notizia ha colpito molto anche chi tutti i giorni ha a che fare con situazioni disperate. «Le richieste ai servizi sociali sono aumentate parecchio in quest'ultimo anno – spiega la responsabile del consorzio Inrete Ellade Peller – a fronte di una continua riduzione di risorse. Molte le famiglie che si rivolgono a noi per un aiuto economico perché magari uno dei coniugi ha perso il lavoro o è finito in cassa integrazione. Cerchiamo di effettuare controlli e i falsi poveri a quel punto spariscono. In genere chi si rivolge a noi ha davvero necessità e bisogno di un supporto. Per questo non è accettabile né tollerabile che si verifichino casi come quelli scoperti dalla Guardia di finanza, sono indignata al pensare che qualcuno possa preso soldi che non gli spettavano con tutti quelli che ne hanno diritto e non riescono ad averli». Valerio Grosso ©RIPRODUZIONE RISERVATA