Travolte dai ricorsi e dalle proteste le prime esperienze

STRAMBINO Strambino è stato uno dei primi Comuni della zona a fare l'esperienza dei semafori intelligenti. Un'esperienza che si è rivelata negativa dal momento che gran parte delle migliaia di multe comminate per il passaggio con il rosso a seguito delle foto scattate dal T-red sono state oggetto di ricorsi, quasi tutti accolti dal giudice di pace di Strambino, che ha annullato i verbali. Il T-red, installato tra l'aprile ed il giugno 2006 al semaforo all'incrocio tra la statale 26 per Aosta e la circonvallazione per Romano e via Kennedy, dalla Citiesse di Rovellasca (Como) era stato tarato con il giallo troppo breve. Il Comune di Strambino, preso atto della situazione, aveva prima sospeso il servizio per 60 giorni e poi deciso di rescindere il contratto con la Citiesse. Ed anche a Favria c'erano stati problemi, lungi ancora oggi dall'essere risolti. Nonostante gli occhi elettronici abbiano cessato la loro attività già nel 2007 dopo le furiose contestazioni, le polemiche e i tanti ricorsi scaturiti all'epoca, ancora oggi, nel 2012, sono in corso cause civili presso il tribunale di Ivrea per i ricorsi contro le sanzioni e solo sul finire del 2011 il tribunale ha messo la parola fine sulle indagini relative all'impianto con la definitiva archiviazione del caso. A ricostruire l'intera vicenda è il legale Mauro Pianasso, uno dei tanti avvocati che si è occupato di seguire la questione legale legata all'attività di questi impianti: «L'archiviazione delle indagini sugli aspetti penali del caso è giunta nel 2011, dopo che il giudice aveva respinto per ben tre volte la richiesta avanzata dal pubblico ministero. Un caso singolare se pensiamo che, al contrario, le altre procura come Biella e Verona continuano i procedimenti penali a carico non solo dei produttori del T-red, ma anche di chi lo commercializzava e degli amministratori che lo hanno utilizzato». Nel 2007, il Comune aveva installato tre impianti in prossimità di altrettanti semafori cittadini. Il T-red fotografava le auto che violavano l'incrocio con la luce rossa, solo nei primi 90 giorni si registrarono tremila infrazioni, mentre nel periodo di funzionamento furono più di 4mila le persone sanzionate. Il numero elevato, le tante polemiche e il comitato agguerrito dei multati, nonché i forti sospetti intorno ad un corretto uso delle apparecchiature, spinsero la giunta di allora a rimuovere i dispositivi il primo di ottobre del 2007. Sembrava tutto finito, invece no. «Chi pensava che le sanzioni sarebbero state annullate si è sbagliato – conclude Pianasso – ancora oggi sono in piedi cause civili e ricorsi a quelle multe e in molti si sono trovati a pagare salato sanzioni elevate quasi cinque anni fa». (s.ro.. val. gro.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA