Blitz in Nigeria, ucciso ostaggio italiano

di Paolo Carletti wROMA Un blitz fallito delle teste di cuoio britanniche è costato la vita a Franco Lamolinara, 47 anni, di Gattinara (Vercelli), dal maggio 2011 nelle mani dei terroristi in Nigeria. Con il tecnico italiano è stato ucciso anche l'altro ostaggio, il collega inglese Chris McManus. A dare la notizia è stato il primo ministro inglese David Cameron che da Downing Street si è assunto la responsabilità di aver ordinato il blitz condotto da una ventina di Sbs (Special boat service) inglesi insieme con le forze speciali nigeriane. Eventi tragici che rischiano di aprire un caso diplomatico tra Roma e Londra. Il governo e le autorità italiane infatti sono state informate dell'operazione quando questa era già in corso. E' stato lo stesso Cameron a telefonare al premier Mario Monti quando ormai il flop era definitivo, il blitz fallito, gli ostaggi uccisi. L'operazione è poi proseguita con l'arresto dei sequestratori, annunciato dal presidente Jonathan: «Gli ostaggi sono stati uccisi dai loro sequestratori del Boko Haram», una cellula fondamentalista islamica. Secondo le versioni inglese e nigeriana, Lamolinara e McManus erano già morti quando le forze speciali hanno fatto irruzione nel nascondiglio, un compound residenziale isolato nella zona di Sokoto. «Probabilmente un'esecuzione» hanno spifferato fonti anonime dei servizi nigeriani. Ma il governo italiano, già alle prese con altri casi di connazionali sequestrati molto difficili e delicati (sono nove i nostri connazionali ancora nelle mani dei sequestratori soprattutto in Africa), insieme al cordoglio e al lutto per la morte del giovane tecnico, ha da subito espresso «contrarietà» per non essere stato avvertito del blitz, pur in presenza di un ostaggio italiano. Il premier Monti in serata ha chiesto al governo nigeriano «notizie dettagliate» sul blitz, mostrando una logica diffidenza nei confronti della versione inglese. Deciso anche l'intervento del presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Massimo D'Alema: «Occorrerà chiarire con rigore le circostanze che hanno portato le autorità britanniche a decidere l'operazione militare senza preventivamente informare le autorità italiane. Ci adopereremo per fare piena luce sulla vicenda». Questo anche alla luce della scarsa collaborazione fornita dai servizi inglesi a quelli italiani in questi mesi, malgrado gli agenti dell'Aise (i servizi segreti italiani) non abbiano mai smesso di monitorare la situazione. La notizia ha investito la comunità di Gattinara e tutto il Piemonte, che dal maggio scorso si erano stretti intorno alla famiglia nell'attesa di notizie positive, che purtroppo non sono mai arrivate. Secondo le informazioni fornite da Cameron il blitz sarebbe stato preceduto da numerose riunioni del Cobra, il Comitato britannico per l'emergenza. E ieri «la finestra di opportunità stava chiudendosi» ha detto il primo ministro. Così è stato dato il via all'operazione. Un edificio isolato è stato circondato, le teste di cuoio hanno tentato di sorprendere il gruppo di terroristi senza riuscirvi. Sarebbe seguito un lungo conflitto a fuoco, durante il quale sono morti Lamolinara e il collega inglese. Uccisi dai rapitori, come sostengono inglesi e nigeriani, o dal «fuoco amico»? Nel suo intervento Cameron ha sostenuto che c'erano chiari segnali della volontà dei terroristi di uccidere. «Non si poteva aspettare». Spiegazioni insufficienti per Roma, di fronte a una vita spezzata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA