Salp, si stringono i tempi per riconvertire l'area
di Mauro Michelotti wRIVAROLO Non solo Rivarolandia. Il 2012 potrebbe essere anche l'anno della Salp, la grande azienda conciaria le cui origini risalgono alla fine dell'Ottocento e che per più di un secolo ha scritto la storia della città fino al fallimento del 1995, i successivi lavori di bonifica e la demolizione dello stabilimento. Sul futuro di quello che fu uno dei poli trainanti dell'economia locale (negli anni d'oro arrivò ad occupare sino a 400 lavoratori, compreso l'indotto, e attorno allo stabilimento sorse una sorta di villaggio residenziale con tanto di asilo e scuola), c'è all'orizzonte una trattativa ben avviata che potrebbe portare alla riconversione dell'intera area e ad un nuovo sviluppo la città. Il progetto, avveniristico, è tuttora top secret, ma se andasse in porto quella che oggi è molto più di una semplice ipotesi, ci sarà di che stropicciarsi gli occhi quando si transiterà in corso Indipendenza in direzione Torino. Tutto dipenderà molto dal partener commerciale che il privato che vuole investire riuscirà ad agganciare. Se sarà un gruppo solido, come ci si augura, il progetto potrà decollare e con esso importanti prospettive di occupazione per Rivarolo e dintorni. Del resto, l'amministrazione comunale Bertot la sua parte l'ha fatta. È dello scorso anno l'approvazione del piano particolareggiato con variante che prevede 25mila metri quadri di superficie, 12mila di residenziale, 10mila di commerciale e 3mila di uffici. Un complesso enorme, di grande attrazione, ma che potrà fare la differenza dal punto di vista della realizzazione di un'opera che risponderà alle esigenze dell'ecosostenibilità pur nella magnificenza delle strutture che la comporranno. Intanto, di Salp, si parlerà e molto questo sabato, 10 marzo, in occasione della presentazione in anteprima assoluta del documentario "Salp esercizio di memoria" che verrà proiettato alle 20 al Cineporto di via Cagliari 42, a Torino, nell'ambito della dodicesima edizione del "Piemonte Movie gLocal Film Festival". A realizzarlo i ragazzi del Collettivo Cromocinque, costituitosi nel 2007.