«Il mio sogno? Un Carnevale ordinato e più godibile»
la lettera del giorno Quest'anno la Diana 2012 e il Piffero del gennaio hanno messo in copertina la stessa foto: quella scattata il sabato sera del Carnevale 2011 in occasione dello spettacolo teatrale organizzato dall'ordine delle Mugnaie in onore di Violetta 2011, signora Irene Quaglia Ferraris. Suggestivo il quadro rappresentato sul palcoscenico, tutti con il berretto frigio i componenti del coro ma, non altrettanto, gli spettatori (platea e palchi). Infatti molti fra i presenti (soprattutto i signori uomini) hanno, secondo un "vezzo" molto diffuso, la berretta appoggiata sulla spalla e non, come da generalesco proclama, "calzata" sul capo, Per cui, Magnifico Ordine delle Mugnaie, lasciamo a voi il compito di educare i vostri ospiti al rispetto di questa tradizione. Tradizione che andrebbe rispettatta dai componenti lo "Staff", dagli addetti alla vendita dei biglietti d'ingresso nella giornata di domenica e soprattutto, dai designati ad essere insigniti dell'ordine degli "Oditori ed Intendenti Generali delle....." . Questo per quanto riguarda la parte storica. Vogliamo ora parlare degli aranceri? Che dire della sfilata del sabato sera che quest'anno è stata ancora più disordinata, lunga, noiosa e squallida delle passate edizioni? Mi domando perchè la Fondazione che, piano piano, è riuscita a cambiare la manifestazione da Carnevalata a Carnevale, che ha incontrato positivamente tutte le componenti, non riesca ad inquadrare e a risolvere questo problema. Forse per gli enormi interessi economici che gravitano attorno ad esso? Mi risulta che alcune squadre richiedono una quota valida per la sola partecipazione alla sfilata! Per cui, cara Fondazione, è il caso di diventare il Monti della situazione! Il mio sogno? Una sfilata (dopo il corteo storico) composta da 30 o 40 aranceri di ogni squadra, obbligati ad "offrire" spettacolo (es.: gli Scacchi di quest'anno), il resto aspetta il passaggio del corteo nella propria piazza dove potrà sbizzarrirsi nelle varie forme di festeggiamenti. Risultato? Una piazza di Città (in particolare) e le altre vie cittadine finalmente fruibili dagli eporediesi e dai turisti! E i cari da getto? Come si è potuto arrivare ad averne 49? Capisco che il nostro Carnevale è conosciuto in Italia ed anche nel mondo per la battaglia delle arance, ma 24 carri che sfilano, si fermano per le piazze per il tiro provocano la paralisi dell'intera manifestazione! L'organizzazione ha già dimezzato il numero facendoli tirare a giorni alterni: perchè non continuare su questa strada disponendo sin dall'inizio che 24 carri tirano gli anni pari, 24 gli anni dispari: avremmo ogni anno 12 carri che sono già una bella dimostrazione della unicità del nostro carnevale. Parte storica salvata ed arricchita, sfilata finalmente degna di questo nome, aranceri attori nelle loro piazze, e perchè no?, qualche gruppo e bande chiamati dai paesi vicini (per abbattere i costi) e riempire le attese fra un giro ed il successivo e per l'ulteriore gradimento dei piccoli e degli adulti. Ripeto, questo è un mio sogno, forse azzardato. In realtà penso che alcuni spunti possano servire a migliorare l'organizzazione della festa. Alla Fondazione, ed in modo particolare al signor Frigo (a cui auguro venga rieletto) grazie e buon lavoro! Grazie per l'ospitalità. Rita Munari