Il rock canavesano è vivo più che mai Antinomia insegna

IVREA E' piuttosto ricorrente la notizia che il rock non sta tanto bene, anzi addirittura è in grande crisi. E, al contrario, è altrettanto ricorrente leggere che non è proprio così: il rock è vivo e vegeto e produce nuove leve, nuove idee, nuovi talenti. E' il caso del recentissimo cd dal titolo "Illusioni ottiche" della band Antinomia, formata da Riccardo Rizzi (voce/chitarra), Pierangelo Lorenzato (basso), Mattia Osello (chitarra), Marcello Salerno (batteria). Il gruppo è nato a Cuorgnè nel gennaio del 2008 e ha scelto questa denominazione per simboleggiare le contraddizioni della società contemporanea in un periodo, l'attuale, piuttosto caotico e poco serio. Nel 2010 Antinomia, dopo la pubblicazione di un ep (Sottobosco), ha iniziato a suonare in tutta Italia e nel novembre dello stesso anno è stato selezionato per lo storico contest dedicato alle band emergenti "Rock Targato Italia" piazzandosi alle semifinali regionali del Piemonte. Il disco contiene undici brani con testi e musica del leader della formazione Riccardo Rizzi, ventiquatrenne dalle idee precise di chi sa quello che vuole. Già la copertina di Marianna Boi (un ragazzo che tenta di divincolarsi, inutilmente, stretto in una camicia di forza) è indicativa del clima che pervade gli oltre 40' minuti della registrazione. Diversi i temi sviluppati nei testi dei brani, dalla cosidetta "primavera araba", il tentativo di riscatto promosso dai giovani di ottenere la libertà, lo "stalking", l'insicurezza del domani, la distorsione della realtà da parte di tanta stampa, i malesseri tipici delle giovani generazioni. C'è anche nel brano "Figli di Chernobyl" una sorta di inno ambientalista che si riferisce alle vittime delle centrali di Chernobyl e quelle più recenti di Fukushima. Sono presenti pure alcuni squarci di serenità, come il delizioso "Il tempo che verrà", un assolo pianistico di Matteo Pecchenino o "Ombra" che la stessa band definisce come il punto di arrivo finale del viaggio alla ricerca di sè, che sfocia in una ritrovata lucidità e uscita dall'ombra del "non essere". Il tutto è sorretto da una musica tesa, coerente con gli assunti ideali che percorrono l'intero impianto del CD. Una ultima considerazione, non in ordine di importanza naturalmente, va alla voce di Riccardo Rizzi, intrisa di energia e passione che valorizza al meglio i testi. Sergio Giolito