Impiegati pubblici La carica dei 6.500 per eleggere le Rsu
Un vero e proprio esercito di candidati si contenderà la vittoria alle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (Rsu) da oggi fino a mercoledì 7 marzo. Per la zona di Ivrea e Canavese, tra pubblico impiego, scuola, sanità, le tre sigle dei sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil scendono in campo con un migliaio di candidati. Passando ai raggi X invece le liste, i sindacati confederali ne hanno presentate per la scuola novanta, per il pubblico impiego 158 e per la sanità, ovviamente, tre. Interessante il caso dell'Asl TO4 di Ivrea dove i candidati in tutto sono 241, un numero certamente rilevante in cui, però, la fanno da padrone le candidate in quota rosa che sono la maggior parte. Si tratta di quasi il 60 per cento, 141 sul totale dei candidati. IVREA Un appuntamento importante attende circa 6.500 lavoratori eporediesi del pubblico impiego, della scuola e della sanità: le elezioni dei propri rappresentanti sindacali, più precisamente delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) che si terranno da oggi, lunedì, fino a mercoledì. I seggi rimarranno aperti dalle 8 alle 20 lunedì e martedì, dalle 8 alle 14 mercoledì. Per qualche giovane lavoratore sarà persino una novità l'elezione delle Rsu: sono già passati, infatti, più di cinque anni dall'ultima tornata elettorale. I lavoratori erano andati alle urne l'ultima volta nel 2007 per pubblico impiego e sanità. Per la scuola addirittura un anno prima, nel 2006. Certo è che il voto di quest'anno si svolge in una fase assai delicata per il mondo del lavoro in generale e per il settore pubblico in particolare: in prospettiva c'è il blocco dei contratti fino al 2014 (l'ultimo rinnovo si ebbe tra il 2008 ed il 2009). E arriva inequivocabile quanto unanime l'appello lanciato ai lavoratori dalle segreterie delle associazioni sindacali affinché tutti si presentino puntuali all'appuntamento elettorale di questi giorni. «È un momento importante e nutriamo grande fiducia nella partecipazione dei lavoratori al voto – dice Sergio Melis segretario della Cisl Canavese –. Per quanto ci riguarda siamo presenti con le nostre liste in ogni settore lavorativo. Crediamo essenziale essere in prima linea per conoscere da vicino i problemi dei lavoratori e fornire risposte adeguate. Del resto se non si hanno legami forti con il territorio difficilmente questa operazione è possibile». Gli fa eco Alfredo Ghella, segretario della Cgil Canavese: «Eleggere i propri rappresentati sindacali è, non solo giusto, ma essenziale. Votare non è solo un diritto, ma un dovere per rinnovare il legame tra rappresentanza e contrattazione. Non dimentichiamo il periodo in cui si bollarono i dipendenti del pubblico impiego come fannulloni con conseguenze nefaste per la dignità dei lavoratori». Luca Cortese, segretario della Uil Canavese, riferisce: «Tornano le elezioni delle Rsu dopo una sospensione, fin troppo lunga, delle regole di democrazia conquistate a fatica. E' un momento non facile per il pubblico impiego questo, i tagli e gli accorpamenti di funzioni servizi avranno delle inevitabili ripercussioni strutturali interne e, dunque, sui lavoratori. E' fondamentale che, se non in politica, almeno sul posto di lavoro, i cittadini possano scegliere dei propri rappresentanti». Semplice il meccanismo del voto: si scelgono i candidati in base alle liste presentate dai sindacati in ogni luogo di lavoro. Chi è eletto nella Rsu verrà chiamato a rappresentare le esigenze dei lavoratori e rimarrà in carica per i successivi tre anni. Le elezioni saranno valide se, nel luogo di lavoro, voterà almeno il 50% più uno degli aventi diritto. In caso contrario la Rsu non si costituirà e si dovrà tornare a elezioni. Nelle ultime votazioni la partecipazione era stata altissima, complessivamente oltre l'80%: un ottimo risultato che, congiuntamente, le organizzazioni sindacali, ora si augurano di replicare. Anche perché, l'appuntamento alle urne per le associazioni sindacali darà, immediata, la misura del consenso dei lavoratori nei loro confronti, iscritti o meno al sindacato che siano. Mariateresa Bellomo