Uno studente su dieci lascia Le soluzioni per evitarlo

IVREA Un ragazzo su dieci abbandona la scuola a Ivrea e dintorni dopo essere uscito dalle medie inferiori. I dati, frutto di una ricerca del Comune, sono stati presentati sabato nel corso di un convegno sabato a Santa Marta. Il dibattito è servito anche a identificare le soluzioni per ridurre il fenomeno, iniziando un percorso che coinvolge tutte le istituzioni interessate. I dati sono preoccupanti. L'analisi svolta su un campione di 867 ragazzi (dei quali 791, corrispondenti al 91%, sono italiani) mostra come nel giro di tre anni ci sia stata una fuoriuscita di alunni del 10,5%. Nel primo anno i maggiori abbandoni (6%), quindi nel secondo anno si è raggiunta la quota del 9%, fino al 10,5% finale. Da segnalare che la quota di abbandono degli stranieri è nettamente più alta. Già del 22% nel primo anno di superiori, passa infine al 37% nel terzo, più di uno su tre. Come prevenire la dispersione scolastica? La discussione di questa tematica ha raccolto una cinquantina di spettatori, composti per lo più da rappresentanti delle amministrazioni comunali e delle scuole superiori del circondario, comprendente le zone di Castellamonte, Caluso, oltre a Ivrea. L'incontro, dopo il dibattito del mattino, ha visto i partecipanti dividersi in gruppi di lavoro al pomeriggio. Tra gli interventi da segnalare quello di Domenico Chiesa, consulente per il ministero dell'Istruzione,dell'università e della ricerca: «Molti problemi di abbandono scolastico prematuro – ha spiegato – sono legati ad una carenza affettiva, non solo a livello personale, ma della società in generale. La fase pre e quella adolescenziale vera crea non pochi problemi. Il sistema scolastico non sa come trattare con i ragazzi, a volte semplicemente li si ignora. Non si può avere un distacco totale dalla scuola una volta usciti, bisogna che anche fuori il lavoro continui, altrimenti è come un'amnesia che si ripresenta ogni giorno». «Il miglior modo per prevenire la dispersione scolastica – ha continuato Chiesa – in fase adolescenziale è quella di migliorare le condizioni di vita, e qui entra in ballo il ruolo delle istituzioni comunali». «Le soluzioni proposte in questa sede sono essenzialmente tre – spiega Giovanni Repetto, rappresentante dell'Ufficio di istruzione del Comune di Ivrea – integrazione dell'orientamento per i primi anni di scuola, tirocini estivi per i ripetenti e lavoro extra scolastico gestito da associazioni di volontariato esterne. Sono stati spediti inviti a tutte le scuole, in particolare a dirigenti e docenti, per partecipare a questo incontro e siamo felici di constatare che ai lavori di gruppo del pomeriggio i docenti erano partecipi e molto creativi. Ci saranno sicuramente incontri futuri per sviluppare meglio le idee emerse in questa sessione pomeridiana». Teresa Pedrotta ©RIPRODUZIONE RISERVATA