Veltroni lunedì a Ivrea parla di tv e cronaca nera

IVREA Quindici capitoli per raccontare le vite parallele di Alfredo Rampi e di Roberto Peci e ricostruire le ore in cui il nostro paese ha cambiato per sempre il proprio rapporto con i mezzi dell'informazione. Valter Veltroni, ex segretario del Pd, lunedì sera sarà ad Ivrea, alle 18, in sala Santa Marta, per presentare il suo libro, "L'inizio del buio" (Rizzoli, 267 pp., 18 euro). Presenta Pierangela Fiorani, direttore della Sentinella del Canavese. Interviene il sindaco, Carlo Della Pepa (l'iniziativa è in collaborazione con Galleria del Libro). E' il 10 giugno del 1981 ed è in quelle ore che, secondo Veltroni, l'Italia si ritrova a fare i conti non solo con due indicibili tragedie ma anche con un fenomeno inedito per il pubblico italiano. Un fenomeno il cui approfondimento è utile anche a spiegare come, quando e perché i nostri grandi mezzi di informazione sono diventati drammaticamente un po' meno padroni delle proprie azioni e un po' più vittime delle richieste del proprio pubblico. «Con il caso Alfredino e con il caso Peci – scrive Veltroni – per la prima volta le notizie travolgono il palinsesto: lo mandano all'aria, mettono fine a quel saggio equilibrio d'informazione, spettacolo, divulgazione, sport che aveva fatto della tv pubblica italiana un modello». «Con Alfredino e con Peci - aggiunge Veltroni - la televisione travolge un'altra palizzata. Fa irruzione, armata della sua potenza, nella vita reale delle persone reali. Da quei giorni di giugno nessun diaframma resisterà alla pretesa del mezzo televisivo, sospinto dal crescente voyeurismo del pubblico, di entrare in ogni anfratto della vita individuale. Comincia con lo tsunami del giugno 1981, un'onda nera, una coltre di buio che porterà a Cogne, ad Avetrana, a Brembate». (vi.io.)