Irruzione nel bar degli attivisti

di Luca Marognoli wROMA Ieri erano solo due volti, uno scoperto e l'altro parzialmente nascosto dal casco, oggi hanno anche un nome i protagonisti dell'aspro faccia a faccia manifestante - carabiniere che mercoledì è stato tra i più scaricati del web. E quello del primo - secondo alcune fonti di agenzia - rischierebbe di finire nell'elenco dei denunciati, una quarantina, per gli scontri e gli atti di resistenza compiuti dai No Tav sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia. Si tratta di Bruno Marco, 38 anni; vive a Giaveno (Torino) ma prima abitava a Sant'Ambrogio, in Valle di Susa. Aveva "sfidato" il militare dandogli della «pecorella» e aggiungendo altri epiteti ingiuriosi. Il giovane di Oristano rimasto impassibile di fronte agli insulti si chiama Stefano Fadda, 28 anni; dalla Sardegna si è trasferito a Genova, dove lavora da circa un anno, è single e di grado carabiniere semplice. Di lui avevamo visto solo gli occhi nelle riprese girate dalla troupe del Corriere.it. Il generale Leonardo Gallitelli gli ha consegnato l'encomio solenne dell'Arma per la «fermezza e compostezza dimostrate». Un altro documento video sulla vicenda dei No Tav è intanto schizzato sul podio del gradimento di chi frequenta la rete: è l'irruzione della polizia in un bar-trattoria "La Rosa blu" di Bussoleno, nei pressi dello svincolo di Chianocco teatro degli scontri, dove si trovavano alcuni No Tav. Ieri è stato trasmesso dalle tv, postato sui siti dei quotidiani, su Youreporter e Youtube e ripreso in molti cinguettii di Twitter. Mostra un gruppo di poliziotti che entra nel locale sfondando una porta a vetri trovata chiusa. Si sentono le voci concitate degli agenti: «Polizia aprite, oh stanno tutti qua dentro». Dall'interno escono delle grida, poi seguono il brusco ingresso e momenti di tensione in cui gli agenti cercano di isolare i manifestanti e alcuni avventori alzano le mani dicendo di non essere dei violenti. «Abbiamo avuto paura», ha confessato Franco, il titolare del locale spiegando di avere chiuso le porte «perché non ci stava più nessuno, non certo per nascondere delle persone». La serratura era stata rubata e c'erano perciò dei lucchetti. «Stavo andando a prendere la chiave - ha aggiunto l'esercente - ma i poliziotti non hanno aspettato: con un calcio hanno fatta saltare la vetrata. Per fortuna i frantumi non hanno ferito nessuno». Franco aggiunge che nel bar c'erano anche anziani e una donna incinta, che si è sentita male. «I poliziotti hanno identificato tutti; per qualche minuto c'è stato un po' di trambusto, poi la paura è passata». Anche questo episodio ha scatenato reazioni, con i No Tav che lo hanno citato come esempio del modo di agire di quelle che definiscono «truppe di occupazione». Con loro si è schierato Ezio Locatelli (Rifondazione), che ha stigmatizzato l'operato della polizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA