Cuorgnè, cittadella della terza età Non soltanto case

CUORGNE' Un sogno nel cassetto che potrebbe davvero diventare realtà. È quello cullato dall'amministrazione comunale di Cuorgnè, in particolare dal consigliere delegato alle politiche sociali, Lino Giacoma Rosa, e relativo alla realizzazione di una "social housing", la cittadella della terza età. Dovrebbe nascere nel villaggio in cui hanno trovato spazio i 47 alloggi di edilizia sociale, dislocati in due edifici di nuova costruzione, realizzati in via Valle Sacra, e destinati ad over 65enni. «Asl e Ciss 38 vedrebbero di buon occhio questa soluzione - conferma Giacoma Rosa - e noi stiamo lavorando in quella direzione». Sarebbe intenzione del nuovo esecutivo cuorgnatese, in effetti, nell'ambito del progetto denominato "Cuorgnè + Solidale", creare all'interno delle strutture in questione alcuni servizi a supporto degli anziani, in sinergia con il Ciss 38 e le associazioni presenti sul territorio. Sono in corso di valutazione alcune ipotesi come, ad esempio, la presenza di un ambulatorio medico, un servizio di autobus a chiamata, la possibilità di erogare pasti caldi ed altre soluzioni volte a creare per gli anziani condizioni di vita più favorevoli. Tale opportunità si colloca, come detto, nella prospettiva di un avvio di politica di "social housing" che, attraverso l'applicazione del principio di sussidiarietà, valorizzi la capacità di far rete da parte dei diversi soggetti che agiscono sul territorio, attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche, private e no profit. Intanto, si intravede una luce attorno alla vicenda (quasi paradossale) degli appartamenti di edilizia sociale recentemente costruiti in via Valle Sacra e destinati ad anziani over 65 che sembrava non dovessero interessare nessuno. «Un'ottantina di residenti nei 32 Comuni dell'ambito territoriale hanno ritirato le domande – rimarca, ancora, Giacoma Rosa -. Parecchi di loro, però, non risultano essere in possesso dei requisiti richiesti dal bando. Stiamo ultimando l'istruttoria; quindi, porteremo tutta la documentazione all'Atc a Torino e la stessa Agenzia territoriale per la casa provvederà ad effettuare un ulteriore screening». Come si ricorderà, se gli appartamenti avessero dovuto rimanere sfitti, il Comune di Cuorgnè sarebbe stato costretto a restituire alla Regione 370mila euro, per altro mai introitati. Chiara Cortese