L'assessore Ronco sull'impianto biogas «Difficile dire no»
di Vincenzo Iorio wIVREA Appare improbabile che la Provincia di Torino possa opporre un "no" alla richiesta, presentata dalla Cooperativa agricola Verde Canavese, di realizzare un impianto per la produzione di biogas nelle campagne antistanti via Dietro Castello. E' questo quello che dirà l'assessore provinciale all'Ambiente, Roberto Ronco, quando venerdì sera sarà a Pavone per incontrare i cittadini e gli esponenti del comitato "Nobiogapavone". Le questioni, in questa vicenda esplosa poche settimane fa, sono due: una politica e l'altra tecnica. «La legislazione regionale - spiega Ronco - è un'autostrada senza caselli per questo tipo di attività. Sostanzialmente, gli impianti per la produzione di energie rinnovabili hanno una corsia preferenziale e non ci sono particolari prescrizioni. Se il progetto in questione è stato presentato nel rispetto delle regole esistenti, difficilmente il procedimento potrà essere bloccato». Sul piano politico, però, Ronco promette che cercherà fino all'ultimo minuto una mediazione tra la popolazione e gli allevatori che hanno presentato il progetto. «Reputo paradossale che un impianto di questo genere possa sorgere all'interno di una piccola comunità come quella di Pavone, scontrandosi con la sensibilità di chi ci abita e degli amministratori comunali. Insomma, è come comprare una casa e litigare subito con i vicini. In questo modo penso che abbia poco senso cominciare un'attività imprenditoriale con queste premesse». L'impianto che i fratelli Anselmo vogliono realizzare su un'area di 11 mila metri quadrati, verrebbe alimentato da 22 tonnellate al giorno di liquami e letame di bovini e raccolti di campi di mais. Sia il comitato Nobiogaspavone che il sindaco, Maria Aprile, hanno evidenziato in conferenza dei servizi la vicinanza tra l'area interessata e le case. Le prime abitazioni, infatti, distano duecento metri in linea d'area, e nel raggio di 500 metri ci sono i quartieri residenziali Bellavista e San Bernardo (Ivrea), nonchè i cantoni Scarione e Paciotto. I proprietari delle case temono un deprezzamento delle loro proprietà. Inoltre, c'è un problema di viabilità, perché per alimentare l'impianto sono previsti fino a 32 viaggi al giorno su strade con una larghezza che va dai 6 ai 3,30 metri. «L'istruttoria - aggiunge l'assessore Ronco - è alle battute finali. Ad essere onesti, sul territorio provinciale esistono diversi impianti simili a quello che si vuole realizzare a Pavone, e non hanno creato particolari problemi a chi abita nei dintorni. Detto questo, voglio che sia chiaro un aspetto in questa questione: la valutazione della Provincia è esclusivamente tecnica e imparziale». Insomma, verrà a Pavone per dire che l'impianto per la produzione di biogas si farà? «Se il progetto rispetta la normativa, non vedo per quali ragioni l'istruttoria possa essere bloccata - conclude l'assessore - Io non posso esimermi da una valutazione politica e dal tentativo di trovare una mediazione. Lo ripeto: un impianto che nasce con l'opposizione dei vicini di casa nasce sotto una cattiva stella. Ci sono ancora margini per trovare una mediazione e venire incontro, almeno in parte, alle richieste della popolazione che mi rendo conto ha le sue ottime ragioni per protestare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA