Un fondo tra Comuni per sostenere i Vigili del fuoco

di Mauro Michelotti wCUORGNÈ Non si esauriscono a Cuorgnè le polemiche dopo quanto accaduto mercoledì mattina ad un anziano in frazione Salto. L'uomo, caduto in casa, e impossibilitato a muoversi, ha invocato aiuto, ma la porta dell'abitazione era sprangata e l'impossibilità dei vigili del fuoco ad intervenire (la squadra di Cuorgnè ha i due mezzi in riparazione; quelle di Rivarolo, Castellamonte ed Ivrea erano impegnate altrove) ha fatto sì che si perdesse tempo prezioso. Alla fine, ad entrare in casa, dando la possibilità ai volontari del 118 di soccorrere l'anziano e trasportarlo all'ospedale cittadino, sono stati i vigili urbani di Cuorgnè, ma la situazione a dir poco assurda in cui si è venuta a trovare il locale contingente dei pompieri ha aperto un vivace dibattito. «Cuorgnè, Rivarolo e Castellamonte sono solo distaccamenti e non dispongono, dunque, di molti mezzi - conferma il vicesindaco di Cuorgnè, Sergio Colombatto, che è egli stesso volontario del soccorso ed ha un figlio vigile del fuoco - . I presidi più importanti e vicini, se così si può dire, sono Ivrea, a 26 chilometri, e Torino, a 40. Nel caso dell'anziano di Salto, nonostante le coincidenze negative che hanno impedito ad una qualunque squadra di pompieri ad intervenire, è finita bene, ma se fosse finita male posso immaginare le reazioni che ci sarebbero state». E questo, naturalmente, induce ad una riflessione. Un nucleo come quello di Cuorgnè che non ha la possibilità di muoversi perché i due mezzi in dotazione sono inagibili e non si sa ancora quando agibili lo saranno, è inaccettabile. L'autobotte erano due anni che perdeva acqua ed essendo stata acquistata in Trentino è ancora lì ferma per il cambio vasca. E la campagnola, col semiasse rotto, è in riparazione. Verità è che i fondi, messi a disposizione dal Ministero dell'Interno, debbono transitare per il Comando di Torino. Se un mezzo si rompe, o viene trascinato a Torino o dal capoluogo di Regione deve arrivare qualcuno a recuperarlo. Questo significa che i tempi sono destinati ad allungarsi. E allora Sergio Colombatto rilancia una vecchia proposta. «Coinvolgiamo tutti i Comuni - dice - . Autotassiamoci (300, 400 euro a testa), in modo da creare un fondo annuo di 7, 8mila euro che possa servire per risolvere problemi di piccola entità, come rimettere in funzione un mezzo danneggiato. I vigili del fuoco sono indispensabili e non solo per spegnere gli incendi. Diamo loro la possibilità di essere operativi sempre. In gioco ci sono vite umane». ©RIPRODUZIONE RISERVATA