Nodo idraulico, nuovi lavori «Così saremo più sicuri»
BANCHETTE Conto alla rovescia per il completamento delle stazioni di sollevamento del Nodo idraulico di Ivrea che dovrebbe vedere la luce nell'arco di poco più di un anno dall'apertura dei cantieri. Il bando per l'affidamento dei lavori è stato pubblicato il 9 febbraio e la scadenza è prevista per il 26 marzo. Poi le ditte appaltanti avranno un anno di tempo per concludere gli interventi. Venerdì scorso, a Banchette, ad illustrare ai presenti in sala, amministratori e volontari della protezione civile, gli elementi progettuali dell'intervento, c'erano il presidente della Provincia Antonio Saitta con il tecnico Sandro Petruzzi, insieme al sindaco Maurizio Cieol. Ad aprire l'assemblea Cieol: «Questo è un momento che attendevamo da tempo. Così si supereranno le criticità riscontrate anche recentemente, durante le piogge dell'autunno scorso ed in occasione della simulazione dell'evento di piena del maggio scorso». E Saitta ha aggiunto: «Esprimo grande soddisfazione per questo risultato. E' l'espressione della grande attenzione che la Provincia pone ai problemi del territorio». A spiegare nei dettagli cosa verrà realizzato è stato Petruzzi: «E' previsto l'adeguamento degli edifici delle stazioni di sollevamento agli impianti fissi e mobili, l'installazione di impianti di sollevamento fissi ed alcuni interventi di manutenzione straordinaria sugli argini, in modo particolare a Banchette, perché l'evento di piena raggiunge prima Banchette degli altri Comuni». Inoltre altri lavori sono previsti a Salerano dove verrà eseguita la ristrutturazione di un edificio, una vecchia officina acquistata dalla Provincia, che verrà adibita a punto di riferimento logistico ed operativo per la Protezione civile. Ma un'altra novità si affaccia all'orizzonte per la messa in sicurezza del sistema Nodo idraulico di Ivrea: il centro universitario per la Difesa idrogeologica dell'ambiente montano, dell'Università di Trento, ha allo studio un modello matematico che permetterà un monitoraggio generale del sistema idraulico da Tavagnasco a Parella fino alla confluenza del Chiusella, con simulazioni precisissime sugli effetti prodotti da un evento di piena. Un progetto in collaborazione con l'Autorità di bacino del fiume Po, l'Agenzia Interregionale del fiume Po,Regione Piemonte Difesa del Suolo, Arpa Piemonte, Provincia di Torino. Petruzzi ha anticipato: «L'obiettivo è l'implementazione di un modello matematico bidimensionale per il controllo del nodo di Ivrea, dotato di un interfaccia grafica, connesso a sistemi di monitoraggio che saranno forniti dall'Arpa per la calibratura in tempo reale in caso di emergenza». Ma i tempi per vedere il modello all'opera non si conoscono ancora: «E' ricerca, speriamo in un anno, se tutto procederà da cronoprogramma». (mt.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA