L'odissea dei pendolari «Mai una volta puntuali»
IVREA La quiete dopo la tempesta. Venerdì scorso per i pendolari della Torino-Aosta la mattinata era iniziata senza dover subire troppi disagi. Una tregua durata, però, solo poche ore, fino al primo pomeriggio. Poi è ricominciata la solita odissea. Quella di sempre: per chi, dalle 18 in avanti, partiva da Torino verso Ivrea ha atteso il treno in stazione più di un'ora. Una settimana da incubo quella appena trascorsa. Domenica 19, quando ad Ivrea imperversava il carnevale, sono stati centinaia gli utenti, non pochi dei quali erano turisti stranieri, spagnoli, inglesi e tedeschi, che da Torino hanno dovuto arrangiarsi con autobus sostitutivo. Otto i treni soppressi a causa di un furto di rame lungo la linea. Damiano Dolando aggiunge: «Il giovedì prima di carnevale c'è stato un ritardo di 4 ore e mezza. Da Ivrea dovevo andare a Torino. Quando il treno è partito, ci hanno fatto scendere a Chivasso e salire sul treno diretto a Milano. A Torino siamo arrivati dopo un'ora e mezza. Ma pure nelle giornate successive di lunedì, martedì e mercoledì, la situazione non è certo migliorata. Racconta Maria Bellini: «Per tre giorni di seguito le corse, una volta giunte a Chivasso, sono state sospese o annullate e sono stati annunciati pullman sostitutivi che, di fatto, non c'erano. L'unica spiegazione data dal controllore a bordo di un treno è stata che non funzionava l'altoparlante che annunciava l'arrivo dei convogli. Inutile dire che di fronte a una simile giustificazione, i passeggeri hanno perso la pazienza. Oltre al danno la beffa». Sul posto, infatti, sono dovuti intervenire i carabinieri per riportare la calma. Luca Puzzangara racconta: «Giovedì a Chivasso, dalle 13.30 in poi, venivano annunciati ritardi di 5 minuti e poi cancellazioni di tutti i treni della linea per Aosta. Verso le 15, un annuncio ci comunicava che nei pressi della stazione era arrivata una navetta sostitutiva. La capienza della navetta era di 50 posti, ma c'erano 200 persone in attesa di salirci su. Allora chi non è riuscito ad andare a bordo si è piazzato davanti al bus per non farlo partire. Sono intervenuti i carabinieri per riportare la calma. Ma la protesta è continuata fino alle 16,35, quando è arrivato un treno che è giunto ad Ivrea solo alle 17,20». Venerdì mattina c'è stata uba breve tregua. «Oggi è andata benissimo» ammette quasi stupito Luigi Consagra, tornato da Chivasso ad Ivrea nel primo pomeriggio. E continua: «Non come giovedì che sono stato fermo a Chivasso 5 ore o mercoledì a Strambino 40 minuti. Noi pendolari siamo talmente abituati a questi ritardi che io, che vado a scuola a Chivasso, mi sono fatta fare un permesso per entrare alle 8.30 a scuola anziché alle 8.10 come i miei compagni». Alì Haitti, tutti i giorni prende il treno che da Ivrea lo porta a Caluso. «Va bene solo quando mi portano in auto – scherza Haitti -. Oggi non ci sono stati particolari problemi, ma domenica sera per tornare a casa ho aspettato il treno due ore. Alla fine abbiamo preso l'autobus». Emanuele Mazzarello che per motivi di studio va spesso da Ivrea a Torino commenta: «A parte l'obliteratrice che non funziona si cui nessuno ha segnalato il guasto, mi sembra tutto normale, anche se in generale il servizio lascia molto a desiderare. I posti a sedere sono pochi, si viaggia in piedi e la pulizia è inesistente». Maurilia Ognibene, pendolare da Chivasso ad Ivrea aggiunge: «Venerdì non ci sono stati disagi. Ma è un'eccezione. Per chi come me ha l'entrata a lavoro con orario flessibile non è un grosso problema arrivare un po' tardi in ufficio, anche se vuole dire compensare con un'uscita posticipata. Questa linea funzionerebbe molto meglio se ci fosse il doppio binario». «Venerdì la circolazione è stata regolare – ammette Gabriele Agostino -, ma giovedì per il mancato funzionamento di un passaggio a livello siamo stati fermi 45 minuti alla stazione di Rodallo. Il mese scorso ho persino perso un esame all'università a causa di un ritardo del treno». Mariateresa Bellomo ©RIPRODUZIONE RISERVATA