cose da migliorare»i tRENI
di Vincenzo Iorio wIVREA E' stata inserita come tratta nazionale da almeno quindici anni, ma la Torino-Ivrea-Aosta non lo è mai stata e, da allora, sembra essere peggiorata di molto. Lo sanno bene le migliaia di pendolari, lavoratori e studenti, che quotidianamente viaggiano su vagoni vetusti, come vecchi sono gli impianti si controllo e di segnalazione sulla linea. Lo sa bene anche Giorgio Panattoni, già deputato dei Ds, che durante il suo mandato presentò diversi progetti per ammodernare la tratta. Ecco: ammodernare la tratta. Sono queste le parole chiave per comprendere il perché dei continui disservizi su un tratto ferroviario relativamente piccolo (meno di 120 chilometri). Territorio abbandonato «In questi ultimi quindici anni, nulla è stato fatto per superare le carenze strutturali - commenta Panattoni - Abbiamo speso centinaia di milioni di euro per il passante e la metropolitana di Torino e neppure un centesimo per la tratta Torino-Aosta. A mio avviso basterebbero poco più di 160 mila per completare l'ammodernamento». L'elettrificazione non è completa e mancano alcuni raddoppi dei binari. «La Provincia - mi chiedo - cosa ci sta a fare? Perché si interessa esclusivamente del capoluogo? Ho l'impressione che ci sia qualcuno che si ostina a isolare questo territorio. Si parla da anni di sviluppo turistico, ma come possiamo progettare il nostro futuro se mancano le infrastrutture? Qualcuno politicamente prima o poi dovrà rispondere di tutto questo». Intanto, però, a pagare le spese di questa mancanza di progettualità sono i pendolari, soprattutto lavoratori precari che in queste settimane stanno rischiando, a causa dei ritardi accumulati nel timbrare il cartellino, di non vedersi rinnovato il contratto. Andare in auto con l'autostrada (dove non esiste un abbonamento) comporterebbe spese esorbitanti. La sola tratta, infatti, costa tra andata e ritorno 8,20 euro. L'assessore Bonino Negli ultimi tempi, come riconosce lo stesso assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, la situazione è stata aggravata dagli effetti del divieto di transito delle motrici diesel nella stazione sotterranea di Porta Susa. Inizialmente, Trenitalia e Rfi avevano proposto la soluzione di effettuare il cambio motrice a Chivasso. I risultati sono stati però scoraggianti, i ritardi accumulati erano elevati e andavano ad incidere a cascata anche sui convogli di altre linee. «Così, d'intesa con i comitati pendolari - spiega la Bonino - abbiamo lavorato alla soluzione del cambio treno (in gergo, rottura di carico), nelle ore di punta a Ivrea e nelle ore meno frequentate a Chivasso. Una soluzione che ha portato a un'impennata negli indici di puntualità (arrivo entro i 5 minuti di ritardo), che hanno raggiunto e superato gli standard richiesti da contratto di servizio (90,5%)». Purtroppo il quadro è radicalmente peggiorato nelle scorse settimane, quando le temperature rigide e le precipitazioni nevose hanno notevolmente abbassato gli indici di puntualità e i guasti si sono moltiplicati su tutte le linee. «A quel punto - aggiunge Barbara Bonino - abbiamo deciso di annunciare il non pagamento a Trenitalia delle spettanze per il servizio effettuato nella settimana a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio (per la precisione dal 28 gennaio al 5 febbraio). Le sanzioni Non pagamento che ha un valore superiore ai 4,5 milioni di euro e al quale vanno aggiunte le sanzioni di solito previste dal contratto per ritardi, malfunzionamenti, mancato rispetto dei parametri richiesti. Sanzioni queste ultime che automaticamente vengono applicate in occasione del mancato rispetto degli indici di puntualità, e quindi anche in riferimento ai ritardi lamentati dai pendolari eporediesi e chivassesi in questi giorni. Ritardi che in parte sono imputabili a difetti della rete (o in alcuni casi ai furti di rame che purtroppo stanno diventando un'abitudine), ma molto dipendono anche dalla vetustà del materiale rotabile. Il contratto di servizio vigente prevede un investimento di 280 milioni di euro in tre anni per rinnovare il parco treni: un investimento che porterebbe al ricambio di oltre il 50% dei treni attualmente in servizio. Abbiamo già richiamato il gestore del servizio perchè proceda rispettando la tabella di rinnovamento e vigileremo perchè ciò accada». Valle d'Aosta Dura anche la presa di posizione dell'assessore regionale ai Trasporti della Regione Valle d'Aosta, Aurelio Marguerettaz, dopo il caos avvenuto mercoledì scorso quando a causa di guasto tecnico non meglio precisato la linea è rimasta bloccata tra le 16.45 e le 19.50. In quell'occasione circa cento viaggiatori sono rimasti fermi per ore ad Aosta. E lo stesso è avvenuto a Ivrea. Tanta la rabbia da parte dei pendolari, in attesa di notizie e di un eventuale servizio sostitutivo di pullman. Che è arrivato dopo ore. L'assessore Marguerettaz ha inviato un messaggio a un dirigente di Rfi: «La misura è colma. E' una vergogna, servono interventi urgenti». La risposta è arrivata poco dopo attraverso l'ufficio stampa: «Siamo amareggiati. Abbiamo attivato una task force per risolvere il problema e per invertire immediatamente la tendenza negativa della qualità del servizio». Trenitalia da parte sua fa anche sapere di avere attivato il servizio sostitutivo, per sopperire alla interruzione della circolazione tra Ivrea ed Aosta. «Purtroppo tutte le ditte interpellate per il trasporto da Aosta ad Ivrea (Ati, Benvenuto, Savda e Vita) non si sono rese disponibili. Il servizio sostitutivo è, invece, stato attivato con successo (4 bus) da Ivrea ad Aosta, grazie alla disponibilità fornita dalle Ditte Savino e Alpa» ©RIPRODUZIONE RISERVATA.