Grecia, Obama apprezza Ma i mercati dubitano
ROMA Anche il presidente Usa, Barack Obama, esprime soddisfazione per l'andamento nella Ue. Ieri ha telefonato alla cancelliera tedesca Angela Merkel, per congratularsi per l'accordo siglato sulla Grecia e per «i passi positivi» effettuati per risolvere la crisi del debito europeo. Obama ha citato le riforme fatte in Italia e Spagna, l'accordo per la creazione del fiscal compact e l'azione della Bce. Il rischio di contagio della Grecia, almeno nell'immediato, è «scongiurato», sottolinea Mario Monti, che aggiunge: «Siamo più lontani dal baratro». Ma i mercati, che avevano scontato già l'accordo salva Grecia, ieri sono stati orientati alla prudenza e ai dubbi sulla solidità dell'operazione varata ieri all'alba a Bruxelles. Neppure il clima quasi euforico a Wall Street, dove è stato toccata brevemente quota 13mila per la prima volta dal maggio 2008 tra le urla di gioia degli operatori, ha permesso ai mercati europei di ridurre le perdite (salvo Atene che ha lasciato sul terreno l'1,8%) con la maglia nera a Bruxelles (-0,75%) seguita da Lisbona (-0,70%), Amsterdam (-0,62%), Francoforte (-0,58%), Londra (-0,29%) e Parigi (-0,21%). La migliore ieri è stata Milano dove l'indice ha chiuso in flessione dello 0,08%. Per gli operatori l'accordo sulla Grecia lascia spazio per «ulteriori ostacoli», dato che «non è certo se il prossimo governo di Atene avrà qualche interesse o vorrà rinforzare il piano di austerità che è stato deciso dopo aver ottenuto gli aiuti finanziari» per 130 miliardi di euro approvati dall'Eurogruppo. Ora, però, l'imperativo deve essere quello della crescita e dell'occupazione. I rischi di un credit crunch e lo stress sul mercato dei bond si sono allentati «grazie alla Bce che ha fornito liquidità» al sistema e anche per le azioni sul bilancio di Italia e Spagna che «hanno dato il buon esempio», ha aggiunto il commissario Ue Olli Rehn. Contro ogni scetticismo i leader europei stanno puntando sull'ampliamento della dotazione del fondo salva-Stati: Mario Monti condivide la «pacata serenità» se non addirittura «l'ottimismo» del presidente del presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, che il fondo permanente potrà essere dotato di 750 miliardi di euro in occasione del vertice europeo dei leader che si riunirà a Bruxelles il primo marzo. Inevitabile il raffreddamento dello spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi che ha aperto in calo, scendendo fino a 336, per poi chiudere a 346 rispetto ai 351 della chiusura di lunedì. Il rendimento del decennale è del 5,36%. Ancora più netta l'attenuazione dei rendimenti sui Btp a 2 anni, che tornano al di sotto della soglia psicologica del 3 per cento: su questa scadenza a metà mattina i tassi si attestano al 2,86%, secondo Bloomberg, dal 3,01 per cento registrato in apertura.