Per i rossoneri un tiro al bersaglio
La Juve chiama, il Milan risponde. Rifilata una quaterna secca all'Arsenal, i rossoneri - che, tra squalifiche e infortuni, devono rinunciare a 13 pedine - non fanno differenza tra Champions League e campionato. La Allegri-band fila che è un piacere, stende il Cesena con tre reti (a una) e attende, spavalda, la resa dei conti a san Siro, sabato con la Juventus. Allegri resta fedele al suo 4-3-1-2 con Emanuelson dietro il duo d'attacco Robinho-Maxi Lopez e Muntari, ex nerazzurro subito in campo. In difesa, accanto a Thiago Silva, Bonera centrale e Abate e Mesbah sulle fasce. Costretto ad aggredire, il Cesena prova a fare la faccia cattiva ma è il Milan a prendere subito in mano la partita. Nel giro di 4' Muntari, l'ultimo arrivato, spara due volte verso la porta di Antonioli. In un vero e proprio tiro al bersaglio ci provano, in un amen, anche Emanuelson (deviazione in angolo di Antonioli), Thiago Silva e Ambrosini, murato dal portiere romagnolo, poi Maxi. A far girare la giostra del gol ci pensa Muntari. Punizione di Thiago Silva, Antonioli non trattiene e Muntari insacca da due passi. Il ghanese esulta sotto la curva rossonera e poi bacia il sintetico di Cesena. Che capitola ancora una volta, nel giro di due minuti: Emanuelson fulmina da fuori area Antonioli con una saetta di sinistro in corsa. È appena il 31' e la partita, di fatto, non c'è più.