Corruzione, ora «pene più severe»

di Gabriele Rizzardi wROMA Pene più severe per la corruzione, introduzione del reato di «tangenti tra privati» e possibile reintroduzione del falso in bilancio, depenalizzato dal governo Berlusconi. Rispondendo alle domande di Lucia Annunziata (In Mezz'ora), il ministro della Giustizia, Paola Severino, illustra le linee lungo le quali si svilupperà l'azione del governo nelle prossime settimane. Ma non solo. Il Guardasigilli giustifica la commozione di Antonio Di Pietro per il ventennale di Mani Pulite e definisce «importante» il ritorno dei sentimenti. «Le lacrime di Di Pietro erano di rabbia perché si è sentito aggredito pensando di aver fatto bene. E' un tipo di sofferenza che accomuna tutti i politici che stanno facendo del bene e soffrono per le critiche che ricevono. Capita anche a me» rivela il ministro, che contro la corruzione promette un inasprimento delle pene. Se il capo della procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ricorda che per il furto di un maglione in un grande magazzino si rischiano sei anni di carcere, mentre per la corruzione la pena massima arriva a cinque, la Severino risponde che il governo sta pensando ad un inasprimento delle pene e all'introduzione del reato di corruzione tra privati. «Non so se sarà introdotto con un maxiemendamento al decreto anti-corruzione, ma a me interessa il risultato. I privati che intascano tangenti rappresentano un fenomeno da combattere con severità e con pene adeguate» taglia corto il ministro, che non nomina l'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ma dice chiaro e tondo che oggi non si può più pensare alla corruzione come fatto tipico della pubblica amministrazione. E presto potrebbe essere reintrodotto anche il reato di falso in bilancio. L'occasione per far rivivere la norma cancellata dal Cavaliere potrebbe essere offerta dall'emendamento Idv al decreto anti-corruzione nel quale potrebbe trovare spazio anche «una legislazione un po' più seria sul conflitto di interessi». Il governo farà proprio l'emendamento presentato da Di Pietro? «Sicuramente lo prenderemo in considerazione perché il governo dovrà esprimere un suo parere» annuncia la Severino per la quale sui tempi di prescrizione, sull'immunità per le alte cariche dello Stato e sul conflitto di interessi «non ci sono tabù». Quanto al Lodo Alfano, il ministro spiega che il principio dell'immunità va garantito per i pubblici ufficiali «nell'esercizio delle proprie funzioni» mentre per quanto riguarda lo svolgimento di attività private «ciascuno deve rispondere personalmente sempre e comunque, sia che faccia il politico, l'uomo di governo o il pubblico amministratore». L'ultima stoccata della Severino riguarda le «toghe rosse». Berlusconi è stato perseguitato? «Non ho elementi per dirlo...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA