La festa del giovedì Tanti ubriachi e poche maschere
IVREA Presenze complessive in diminuzione, ubriachi in aumento, in rialzo le azioni delle persone "fumate": questo il trend decisamente negativo registrato all'estemporaneo borsino della festa dell'alcol, svoltasi la sera di giovedì grasso sotto il titolo disatteso di "… e la festa continua". Serata purtroppo proseguita quasi fino all'alba, in diversi punti della città, in un'apoteosi di schiamazzi e calci alle serrande dei negozi. Paiono banditi per sempre i beni rifugio quali il buon gusto e il sapersi divertire, gli unici che, avendo un valore intrinseco non soggetto a subire svalutazioni di rilievo, costituiscono un ottimo investimento in caso di incertezza comportamentale. Affollate via Palestro e piazza Ottinetti, seppur meno rispetto agli anni scorsi, e poca gente in piazza di Città dove peraltro si sono tenuti balli popolari che hanno coinvolto in modo piacevole quanti affezionati al genere. Non sono mancati i travestimenti, alcuni (poche in verità) anche piacevoli a vedersi, come i tre grappoli d'uva antropomorfi a spasso sul Lungo Dora, ma l'insieme è stato di una coralità sguaiata, costellata a ogni angolo da ubriachi accasciati in terra, tra cui molti giovanissimi. Ragazzi e anche qualche patetico adulto tutti, per usare un neologismo in voga, davvero "in botta" (dove essere in botta sottointende l'aver bevuto troppo o essersi fumato una canna). Fanno eccezione, ovviamente, tutte quelle persone che a vario titolo si sono fatti in quattro per rendere vivace la città, come pure i gruppi musicali e quanti sono usciti con l'intento di prendere parte a una serata di sano divertimento. Serata che da anni si dice andrebbe ripensata, che in molti vorrebbero fosse abolita e che, in un troppo vivace sfilare di bottiglie in plastica colme di vino o superalcolici, continua invece imperterrita ad arricchire (?) il programma della manifestazione. (fr.fa.)