Alfano: «Tessere false? Vigiliamo, pronti a bloccare i congressi»
diGabriele Rizzardi wROMA Il caso delle tessere false del Pdl si allarga a macchia d'olio. In vista dei congressi e delle elezioni amministrative, i vertici del "partito degli onesti"entrano in fibrillazione e Angelino Alfano, davanti al concreto rischio di infiltrazioni mafiose o camorristiche, è costretto a correre a i ripari. «I furbetti non possono fare nulla. Se si riscontrano situazioni gravi, dove non ci vediamo chiaro , non faremo svolgere i congressi» promette il segretario, che ricorda il «grande successo» della campagna di tesseramento (un milione e duecentomila iscritti) e assicura che i «furbetti» , ossia quei candidati che vorrebbero presentarsi ai congressi con un sicuro pacchetto di voti in tasca, non la faranno franca. Ragion per cui, il segretario del Pdl tira dritto: «Ho avuto conferma del pieno rispetto delle regole e quindi i congressi in programma questo weekend saranno regolarmente svolti». Sulla questione intervengono anche i coordinatori nazionali del Pdl, Bondi, La Russa e Verdini, che definiscono «ottima» la dichiarazione di Alfano e spiegano che le regole per l'iscrizione sono «a prova di bomba»: «Per votare ai congressi, gli iscritti si devono presentare di persona muniti di carta di identità e di ricevuta del versamento della quota». I vertici del partito assicurano che la situazione è sotto controllo ma l'ex ministro Franco Frattini non è convinto e, dalle colonne del Riformista, lancia l'allarme: «Compito delle Procure è individuare i mafiosi, ma compito di un partito è eliminarli dalle proprie liste. Io, francamente, non voglio avere accanto a me un affiliato alla camorra. Gli episodi legati al tesseramento sono gravissimi e Alfano deve fare un appello a ripulire il partito». I casi di palesi irregolarità emersi in queste settimane e documentati anche dalle telecamere di Striscia la Notizia (davanti alle quali Denis Verdini a chiesto scusa a chi si è trovato iscritto senza saperlo) sono tantissimi. E coinvolgono molte città. A Bari, dove ieri la Procura ha aperto un'inchiesta, 139 tessere sono state intestate a persone tutte domiciliate nel medesimo sottoscala (via Colaianni 10 ). Ma anche in Campania (con 180 mila tesserati) il rischio di infiltrazioni camorristiche è altissimo. Soprattutto a Salerno. Le "irregolarità" non risparmiano neppure Savona, Vicenza e Modena. In Sardegna, nella provincia di Medio Campidano, la presenza di tesserati Pd negli elenchi ufficiali del Pdl 2011, ha porato alle dimissioni del coordinatore provinciale, Ettore Melis. ©RIPRODUZIONE RISERVATA