Delibere regolari ma il sindacato andava informato
SCARMAGNO Il sindaco Pier Luigi Bot Sartor, non ha tenuto un comportamento antisindacale nei confronti dei dipendenti. Ma non è stato corretto, perchè avrebbe dovuto dare comunicazione alle organizzazioni sindacali sulle delibere di riorganizzazione interna. Parola del giudice del Lavoro del Tribunale di Ivrea Sonia Mancini, che ha disposto la pubblicazione sulla Sentinella del decreto che pone fine alla querelle tra sindacato e sindaco. La vicenda comincia nell'agosto scorso, con una delibera che riorganizzava le aree di competenza di due lavoratori comunali, seguita da un'altra, il mese successivo, per la gestione dell'ufficio e l'attribuzione delle funzioni ai responsabili. Luogo dolente è l'ufficio tecnico, riorganizzato e suddiviso nei compiti tra l'architetto in servizio al rientro della maternità e non a tempo pieno (edilizia privata e urbanistica) e il tecnico temporaneamente incaricato (edilizia pubblica e manutenzioni). Per il sindacato, che ha promosso la denuncia, il tutto era avvenuto «senza darne comunicazione nè concordare il contenuto tramite la concertazione». E proprio per questo chiedeva al giudice di revocare le delibere. Ma sulla concertazione, il giudice Mancini è stato di diverso avviso e ha richiamato il decreto legislativo 150/2009, meglio conosciuto come riforma Brunetta, e spiegato: «Lo scopo dichiarato di tale disposizione è quello di sottrarre al meccanismo della concertazione sindacale le scelte di gestione organizzativa, considerate dal legislatore responsabilità e prerogativa della sola classe dirigente amministrativa». E quindi il sindaco non era tenuto a procedere con la concertazione perchè, in estrema sintesi, la riforma Brunetta «si è autoproclamata norma imperativa e l'effetto pratico che ne scaturisce è che qualsiasi clausola contrattuale ad esso contraria va considerata automaticamente nulla e va sostituita dalla norma imperativa violata». Una tesi che sicuramente farà discutere. Il giudice tira però le orecchie al sindaco Bot Sartor, evidenziando che se da un lato la concertazione non era d'obbligo, avrebbe però dovuto informare tempestivamente il sindacato delle due delibere. Cosa che non è avvenuta, perchè la prima delibera è stata adottata in agosto, pubblicata all'albo pretorio il 14 ottobre e comunicata al sindacato quattro giorni dopo. Peggio è andata per la delibera di settembre: pubblicata in novembre all'albo pretorio e mai comunicata al sindacato. «Certamente - osserva il giudice Mancini - tali condotte costituiscono lesione di quelle libertà sindacali specificamente garantite dagli obblighi informativi violati». Ma questa violazione non è tale da compromettere l'efficacia delle delibere. E i contendenti? Bot Sartor dice che deve esaminare il provvedimento. Si limita a dire: «Sapevo che il mio comportamento non era antisindacale». E anche Massimo Esposto, Cgil Funzione pubblica, incassa il decreto e si riserva una valutazione dopo un confronto con i propri legali. (s.ro.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA