LAVORO»IL CONFRONTO
di Vindice Lecis wROMA Lo scontro cova sotto la cenere ma, per ora, si mantiene un canale aperto di dialogo. Il governo vuole raggiungere un accordo sulla riforma del mercato del lavoro, ma se non lo troverà andrà avanti da solo. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al tavolo (col collega Passera) con le parti sociali a Palazzo Chigi. I sindacati prendono atto e si ritroveranno con i ministri tra una decina di giorni. Al termine del vertice, valutazioni ottimistiche anche se non mancano gli interrogativi dietro le valutazioni del ministro: chiede o no, ad esempio, una piattaforma comune delle parti sociali? Evenienza complicata, vista l'insistenza della Confindustria sull'abolizione o il ridimensionamento dell'articolo 18. Per il resto, il ministro Fornero - che non ha lasciato alle parti un documento scritto - vuole accelerare la chiusura del confronto «entro due-tre settimane», articolandolo su «gruppi di lavoro con modalità flessibili» con la disponbilità a incontrare separatamente le parti entro una decina di giorni. Al termine del vertice, Fornero ha detto che «è stato contrassegnato da un clima positivo e di collaborazione. La riforma ha obiettivi generali condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti al tavolo». Nessuna chiusura ma nemmeno grandi varchi. Tuttavia il governo «vuole dialogare» con le parti sociali e farà di tutto «per non perdere il treno» della riforma del mercato del lavoro. Per questo annuncia la volontà di andare avanti anche senza l'accordo con le parti sociali. Nonostante la prudenza e le aperture da parte delle confederazioni, sarà complicato per loro accettare la valutazione del ministro secondo la quale il reintegro dei lavoratori non va previsto nelle crisi aziendali. Dell'articolo 18, spiega, «non abbiamo né chiesto l'eliminazione, né l'abbiamo difeso così com'é. Valuteremo quali sono gli strumenti più appropriati per garantire l'ottenimento dell'aumento dell'occupazione e della crescita. Sotto questo profilo l'arbitrato è uno strumento buono». Le opinioni del ministro sono condivise da Emma Marcegaglia, che appoggia la linea sui «licenziamenti per motivi economici, senza il tema del reintegro ma solo con l'indennità di licenziamento. Il tema è sul tavolo». Dunque, aggiunge, «vorremmo che si arrivasse a questa formulazione: reintegro per tutti i casi di licenziamento discriminatorio, negli altri casi ci deve essere un'indennità di licenziamento». Un primo stop arriva da Raffaele Bonanni: «Invitiamo il governo ad una maggiore cautela sia nel modo di parlare che nel modo di agire» afferma il leader della Cisl, riferendosi anche alla Confindustria che gli fa da sponda. Comunque, si va avanti. «Il governo a nostra domanda - afferma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil - ha risposto che lavora per fare l'accordo. Diamo per buone le affermazioni che vengono fatte, Noi partiamo da qui. Sarà un problema loro spiegare se invece cambiano idea». La Cgil non si assume la responsabilità di una rottura, utilizzando magari il pretesto dell'articolo 18, almeno finché non verrà ufficialmente proposto . «Dobbiamo apprezzare - prosegue - pur usando i condizionali che sono obbligatori la dichiarazione del governo che l'intento è di lavorare per fare un accordo». Ma sull'occupazione «adesso comincia la fase un po' più complicata». Tuttavia la Cgil apprezza che «sulla cassa integrazione c'è un diverso atteggiamento. Continua ad esserci la necessità di uno strumento universale di protezione dalla disoccupazione, ma il vero problema sono le risorse». Pronti a discutere della flessibilità, dicono ancora Angeletti e Bonanni, ma «l'articolo 18 è contro le discriminazioni e non c'entra nulla». Angeletti ricorda che la prima emergenza è l'occupazione. «Nel 2012 avremo 250 mila posti di lavoro in pericolo. Questa emergenza va affrontata con razionalità e urgenza» La riunione a Palazzo Chigi, dicono i testimoni, è stata gestita dal ministro in tono «professorale». Durante gli interventi si è verificato qualche botta e risposta acuminato. C'è stata una decisa puntualizzazione della leader della Cgil, Susanna Camusso quando ha detto: «ministro, parliamo di gente che sta male perchè nonlavora». Qualche battibecco con il leader della Uil, Luigi Angeletti, interrotto più volte dal ministro. Oltre ai sindacati confederali e alla Confindustria, al vertice ha partecipato anche Marco Venturi, rappresentante di Rete Imprese Italia (che raccoglie le organizzazioni del commercio, dei servizi e dell'artigianato) che conferma «di voler salire sul treno del confronto con il governo». Venturi spiega che «la flessibilità soprattutto in entrata è fondamentale». Tra le reazioni politiche Damiano (Pd) auspica che il governo «metta risorse per la crescita». Per l'Idv l'esecutivo fa una finta trattativa ma vuole abolire l'articolo 18. ©RIPRODUZIONE RISERVATA