A lezione di storia dal deportato Fornelli

VICO CANAVESE Ha scelto la "Giornata della Memoria", Pier Angelo Fornelli, per presentare in Valchiusella il libro "Diario di un ex internato in Germania", cronaca minuziosa della sua detenzione nel campo di lavoro di Kahla. A Fornelli, l'idea di trascrivere gli appunti vergati su un "block notes", è venuta due anni fa dopo aver visto in televisione la disperazione negli occhi di tre piccoli orfani scampati terremoto di Haiti. «I volti di quei bambini affamati, mi hanno ricondotto ai momenti più bui della mia prigionia, quando l'unico pasto giornaliero era costituito da un mestolo di brodaglia e da una fettina di pane», spiega Fornelli, che ha deciso di devolvere i proventi derivanti dalla vendita del suo "Diario" ad un orfanatrofio, costruito appunto ad Haiti. In mattinata Pier Angelo Fornelli, su invito del vice sindaco di Vico, Enrico Barro, è stato ospite della Media "Giacomo Saudino", dove ha parlato di fronte agli oltre cento allievi della scuola valligiana, mai così attenti e partecipi. «Dimenticare significa favorire il ritorno di quei tempi funesti. Occorre invece mantenere la memoria, perché essa è seme del futuro», è stato il messaggio trasmesso da Fornelli ai ragazzi. E si è commosso, l'autore, quando al termine del suo intervento due allieve, in segno di affetto e riconoscenza, gli hanno stampato un bacio sulla guancia. La sera, poi, nella salone polifunzionale di Alice, dov'era stato invitato dall'amministrazione comunale, Fornelli è tornato a ripercorrere le tappe della sua deportazione nel campo di lavoro, da quel 28 Maggio 1944 quando, diciottenne studente al quarto anno dell'Istituto per Geometri, di Vercelli, fu prelevato nella casa di Drusacco, al 23 luglio 1945, giorno del suo rientro nel paesino della Valchiusella. Prima della pubblicazione, solo tre persone, tutte della sua famiglia avevano letto il diario. Del manoscritto, Pier Angelo Fornelli, fin dal suo rientro in Italia, ogni Capodanno torna puntualmente su quelle pagine. Se l'era ripromesso subito dopo esser stato liberato. Il primo gennaio del 1945, fu infatti una delle giornate più pesanti vissute da Fornelli nel campo di Kalha. «Per dieci interminabili ore lavorai in mezzo ad una bufera infernale che mi spazzava via. Mi aggrappavo disperatamente al carrello di ferro che dovevo spingere, le mani ed il viso erano sferzati dal ghiaccio tagliente, trasportato dal vento. La sera ero irriconoscibile e, come se non bastasse, mi si erano congelate tre dita di una mano», scriveva. La stesura del manoscritto, interrotta agli inizi di dicembre del 1944 («Avevo esaurito la carta», spiega Fornelli), riprese il 18 aprile dello stesso anno, giorno della liberazione del campo da parte degli americani. Raccontano di fame, freddo e fatica, le 118 pagine del suo diario. «Quell'inverno la temperatura scese fino a 30 gradi sotto zero. Lavoravamo sempre all'aperto, vestiti di una tuta, e con una camicia a brandelli. La sera, prima di coricarci, davamo la caccia ai pidocchi, ognuno contava e schiacciava i propri, talvolta oltre sessanta», ricorda. La copertina del libro di Fornelli riproduce quella del block notes sul quale il giovane studente stese il suo diario di internato nel campo di lavoro. Non è in vendita in libreria, il volumetto di Fornelli. Può invece essere acquistato, costa 15 euro, direttamente dall'autore, telefonando ai numeri 0125-40190 / 340-9574312. Giacomo Grosso