Campagna di primavera anti-evasori

di Annalisa D'Aprile wROMA Controlli sui conti correnti bancari e redditometro: con questi due nuovi strumenti in arrivo la lotta all'evasione dell'Agenzia delle Entrate guidata da Attilio Befera è solo all'inizio. E il bilancio dell'anno appena concluso, con quei 2 milioni di controlli che hanno rastrellato 11,5 miliardi di euro, altro non è stato che il preludio di una battaglia ai furbetti del fisco che per il 2012 ha in serbo un programma preciso. Dalla "campagna di primavera" a suon di controlli massicci sui conti correnti bancari, alle verifiche sulle prossime dichiarazioni dei redditi, fino alla partenza del redditometro prevista per giugno, il recupero dei soldi sfuggiti alle casse dello Stato è una priorità del governo. «Nel 2011 l'attività di recupero dell'evasione si è rafforzata rispetto agli anni precedenti» ha spiegato ieri il direttore dell'Agenzia delle Entrate Befera durante un'audizione in commissione Finanze alla Camera. Befera ha ricordato che sono state eseguite oltre 700mila verifiche su imposte indirette, 1 milione sulle dichiarazioni dei redditi e 300mila su materia di registro. Circa 11.500 controlli hanno utilizzato indagini finanziarie, con un ottimo risultato: «oltre 1 miliardo di euro recuperati». Sono state controllate anche 40 milioni di dichiarazioni che oltre al recupero delle imposte non versate, hanno permesso anche l'esecuzione di circa un milione 200mila rimborsi per un valore complessivo di oltre 8,7 miliardi. E quest'anno, l'Agenzia delle Entrate sfodera due nuovi strumenti di lotta: il primo sarà l'accesso diretto ai conti correnti bancari, il secondo il redditometro. Quest'ultimo sarà basato, secondo quanto ha spiegato Befera, sull'analisi di oltre 100 voci di spesa. Per risalire al reddito in base alla capacità di spesa del contribuente, il redditometro è stato messo a punto analizzando i dati di «oltre 22 milioni di famiglie ovvero circa 50milioni di soggetti». Il periodo di sperimentazione terminerà a febbraio. Ma per fare «tutto il suo dovere per raggiungere gli obiettivi assegnati», come ha sottolineato Befera, l'Agenzia delle Entrate ha bisogno di nuova forza lavoro. Così ha chiesto una deroga al blocco delle assunzioni per rimpiazzare il personale in uscita, anche perchè «lo sforzo che ci viene chiesto non può prescindere dal fattore umano». Nel triennio 2012-14, ha aggiunto il direttore del Fisco, le uscite ammonteranno a 1.800 persone circa, ma secondo la normativa sul turn-over solo il 20 per cento (pari a 360 unità) potrà essere rimpiazzato. «Occorre pertanto - ha detto - una specifica autorizzazione di legge per assumerne altre 1.440». Nel suo intervento Befera si è poi soffermato a difendere l'operato di Equitalia, da lui stesso presieduta. Ricordando che la società di riscossione tributi ha subito 250 atti intimidatori dall'inizio dello scorso anno (di cui 79 solo a gennaio 2012), Befera ha parlato degli effetti che questi attentati hanno avuto sui dipendenti: «demotivazione e paura» che hanno influito anche sui risultati. «Si continua a dire che Equitalia fa usura, ma Equitalia non c'entra assolutamente niente con l'usura» ha detto Befera aggiungendo che «le sanzioni applicate per gli evasori vanno dal 30 al 100 per cento della somma evasa, ma non si può parlare di tasso usuraio perché non viene applicato su prestiti». Sulla lotta all'evasione il governo sembra sia interessato ad una mozione avanzata dall'Italia dei valori che propone una sorta di «patto d'onore» tra Stato e cittadini e prevede di inserire una norma-quadro vincolante nello Statuto del contribuente: ogni maggiore entrata derivante dalla lotta all'evasione deve corripondere ad un euro di minore imposta per i cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA