Come assicurare sindaci e dipendenti comunali
BORGOFRANCO Ancora una volta Borgofranco è al centro di attuali e importanti tematiche che interessano i piccoli comuni. Nella mattinata di venerdì, la sala comunale ha ospitato un convegno sul tema della responsabilità amministrativa e contabile dei dipendenti e degli amministratori della pubblica amministrazione, scaturito sull'onda del caso Ferrando, organizzato dalla Anpci (Associazione nazionale piccoli comuni) e dal comune di Borgofranco, con la collaborazione tecnica di Arca, l'agenzia di broker e consulenti assicurativi. Una materia assai complessa, cui il convegno ha cercato di dare un taglio pragmatico alla ricerca di possibili soluzioni grazie alla presenza di Pietro Amati, consulente di Assiweb, il più grande esperto italiano sul tema. Altri relatori, oltre al sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca, erano Luciano Ronchietto, responsabile settore enti pubblici di Arca, e Mario Benni, presidente del Foro di Ivrea, che ha ricordato come la responsabilità civile sia indicata nella Costituzione Italiana e soprattutto che la pubblica amministrazione come ente è chiamata a rispondere su tutto. L'autonomia gestionale e organizzativa –ha spiegato Francisca, che è anche presidente provinciale dell'Anpi - riconosciuta ai pubblici dirigenti, ha comportato la loro esclusiva responsabilizzazione in ordine all'attività amministrativa, alla gestione e ai relativi risultati, come anche le eventuali ricadute in termini di responsabilità sugli amministratori. A questo punto s'innesca il problema della responsabilità civile e quello conseguente del risarcimento dei danni. Le norme legislative sono state accompagnate dall'opera interpretativa della giurisprudenza civile e contabile che, negli ultimi anni, ha rivisitato gli istituti della responsabilità civile e amministrativa nell'intento di adeguarlo al mutato assetto istituzionale. Tutto ciò rende indispensabile, dove possibile, il ricorso ad uno strumento, quale quello assicurativo, che possa proteggere il patrimonio delle persone chiamate a rispondere dei danni derivanti dal loro operato, senza penalizzare fortemente le loro esistenze, come è accaduto nel caso di Ferrando. Ed è qui che cominciano le dolenti note sviscerate da Amati. Perché nel campo assicurativo l'ente pubblico non ha cultura, non ha mercato - ha spiegato Amati - e deve essere trasparente. Quindi, deve indire gare e non rivolgersi direttamente alle compagnie assicurative, che in linea di massima non rispondono volentieri alle chiamate dei Comuni, trattandosi di campi molto delicati, e per di più complicati da una giungla di interpretazioni normative. Penso, tanto per fare un esempio, alla legge Merloni in materia di edilizia, che non è assolutamente chiara. Occorre, quindi, avvalersi di una consulenza per la valutazione dei rischi. Va detto poi che i soggetti interessati non sono solo i dipendenti, o gli amministratori, ma anche tutti coloro che hanno un rapporto di servizio con gli enti. Amati, sotto il profilo della formazione, ha relazionato nei due campi di responsabilità civile verso terzi e di responsabilità amministrativa in merito alla struttura dell'illecito, al criterio di imputazione, ovvero la colpa grave secondo il giudice ordinario e il giudice contabile, sulle caratteristiche della copertura assicurativa, le tipologie dei danni (diretti, indiretti, patrimoniale e non patrimoniali) e le esclusioni della copertura assicurativa dei funzionarie degli amministratori. Ronchietto ha approfondito il ruolo del broker che in pratica diventa un ufficio assicurativo esterno per i Comuni, in grado di risolvere anche i problemi più piccoli. Con l'Uncem – ha detto Ronchietto – abbiamo siglato una convenzione che può essere estesa anche ai piccoli Comuni. E che permette ai Comuni di avere una copertura globale di tutti i rischi con risparmi calcolati intono al 25-30%. Ad esempio, nel caso di Ferrando, una soluzione potrebbe essere stata quella di inserire nella polizza di responsabilità civile anche i danni materiali. Lydia Massia