Sospeso il servizio unificato di polizia

SAN GIUSTO Ad appena un mese dalla sua istituzione è già stato sospeso il servizio unificato di polizia municipale che unisce le amministrazioni comunali di San Giusto (capofila), San Giorgio, Agliè, Ozegna e Cuceglio, obbligati per legge ad associare almeno due funzioni amministrative per contenere i costi e aumentare la qualità dei servizi offerti al cittadino. La convenzione per l'istituzione del servizio era stata regolarmente approvata dai consigli comunali delle singole municipalità ed era partita in via sperimentale, per il periodo di un anno, tra grandi proclami e la soddisfazione generale. Il comando era stato affidato al comandante dei vigili urbani di San Giusto, il commissario Maria Rita Parola, 48 anni, la più alta in grado. Guidava un corpo composto da sette agenti, e tutto sembrava filare liscio. La "tegola", invece, è arrivata al momento della prima verifica mensile predisposta dalla conferenza dei sindaci, che è l'autorità gestionale. Quella che indica le modalità attuative. Cosa è successo lo spiega il primo cittadino di San Giorgio, Massimo Arri, che mette le mani avanti e tranquillizza. Si tratta – dice Arri – di una battuta d'arresto temporanea, legata a questioni di carattere gestionale. Non è certo venuta meno, anzi, si è rafforzata la volontà dei sindaci di far funzionare il servizio. Il problema sta nell'indennità da concedere al comandante del servizio unificato di polizia municipale che non deve andare ad incidere nei limiti della possibilità di spesa che i singoli comuni hanno per il personale, pena una verifica della Corte dei Conti. Un piccolo ostacolo - prosegue il sindaco Arri - che riusciremo sicuramente a superare durante la prossima conferenza dei sindaci in programma la prossima settima. A quel punto, il servizio potrà diventare operativo. Ed in effetti il commissario Maria Rita Parola, non ha ancora ricevuto il decreto di nomina. Nessun commento arriva, però, da parte del sindaco di San Giusto, Giosi Boggio, capofila della convenzione. Occorre agire – aggiunge il sindaco sangiorgese – in un'ottica di contenimento della spese pubblica che dovrebbe costituire la base della riforma. In base alla convenzione siglata dai comuni, il denaro, derivante dalle sanzioni sarà, spalmato sulle cinque amministrazioni comunali. E su questo fronte non sarebbe previsto alcun cambiamento. Lydia Massia