L'orgoglio dei dipendenti Costa: «L'equipaggio c'è»

GENOVA È stato l'equipaggio che, senza direttive e senza il sostegno dei vertici, in condizioni difficilissime e nel giro di poco tempo, a mani nude e vestiti da camerieri e cuochi, probabilmente in preda alla paura, a portare in salvo una massa enorme di persone. Sono quelli dell'equipaggio ad essersi comportati da eroi. È uno dei tanti messaggi scritti sui manifesti lasciati per terra davanti alla sede della Costa Crociere, a Genova, dai dipendenti della compagnia - qualche centinaio - al termine della fiaccolata organizzata in segno di solidarietà per i passeggeri e i membri dell'equipaggio della Costa Concordia, naufragata all'isola del Giglio. Su altri cartelli si legge: Il nostro impegno per riconquistare la fiducia del mondo, la verità e sempre nella coscienza dei singoli. Insieme alla serenita,, 13 gennaio 2012: Concordia non è più la mia casa, ma Costa rimane la mia famiglia.Su un cartello lasciato dagli ufficiali si legge: Gli ufficiali c'erano, ci sono e ci saranno sempre. Tra le persone in piazza a Genova anche alcuni ufficiali, che hanno scelto di sfilare in divisa. Lo facciamo - ha detto il primo ufficiale di coperta Nicola Della Porta, che in passato ha lavorato per Costa - perché riteniamo giusto difendere il l'operato di tanti come noi. Parlo degli ufficiali, dell' equipaggio, dei dipendenti. Siamo rammaricati e rattristati per quello che è successo. Ma ogni anno portiamo in giro per il mondo milioni di persone in assoluta sicurezza. Ora ci sentiamo messi sotto accusa ingiustamente, come se fossimo in un tritacarne mediatico. Non è giusto. Oggi non vogliamo fare polemica con nessuno - ha aggiunto - vogliamo soltanto esprimere il nostro senso di solidarietà. Ma voglio sottolineare che al Giglio sono state evacuate quattromila persone in due ore.