Fondo salva stati, battaglia per il raddoppio
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Mario Monti arriva oggi a Bruxelles nella sua veste di ministro dell'Economia ad interim per partecipare a due giorni di vertici con i colleghi dell'Eurogruppo stasera e dell'Ecofin domani. Il professore metterà sul tavolo il lavoro fatto in queste settimane, ed in particolare il primo decreto sulle liberalizzazioni (cui ne seguirà un altro venerdì) che, pur con qualche distinguo, sembra avere l'appoggio del Parlamento. Monti potrà esibire anche uno spread nuovamente in calo, ed un Paese, dunque, che non sembra più sull'orlo del precipizio. Il presidente del Consiglio è anche riuscito a far breccia tra i leader europei e a imporre la crescita come elemento decisivo della politica economica comune, assieme alle politiche di bilancio. Per il professore non c'è crescita senza bilanci sani, e viceversa. Così il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha annunciato che le misure per lo sviluppo saranno sul tavolo oggi, dobbiamo rafforzare le finanze pubbliche, ma anche attirare l'attenzione sulla necessità di una vera politica per la crescita, ha sottolineato. La preoccupazione per l'economia nell'Ue resta forte, ma negli ultimi tempi qualche segnale positivo si è manifestato, e il clima tra i ministri sarà meno teso che negli ultimi mesi. I piani di risanamento di Italia e Spagna sembrano marciare bene e conquistano la prudente fiducia dei mercati, Irlanda e Portogallo, anche se con ritmi diversi stanno facendo quello che l'Ue ha chiesto, e i downgrading delle agenzie di rating fanno meno male del solito, i mercati non hanno reagito alle ultime bocciature. La questione più difficile resta il potenziamento del Fondo salvastati. Per convincere la Germania a partecipare a questa operazione si è dato il via libera al Fiscal compact, il Patto sul rigore dei bilanci sul quale i ministri lavoreranno per presentarlo al Consiglio europeo del 30 gennaio, che dovrà sancire l'accordo politico sul testo. Per il Fondo Monti, secondo quanto scrive il settimanale tedesco Spiegel, con l'appoggio della Banca centrale europea, chiede il raddoppio dei 500 miliardi che ora ha, per meglio affrontare eventuali nuovi crolli. Bisognerà vedere la risposta tedesca, che fino ad oggi è stata negativa. Ieri intanto è arrivato il sì della Croazia all'Unione europea. A metà scrutinio i consensi erano al 67%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA