Il misterioso mondo dei raves

IVREA Sono rispresi gli incontri culturali di "declinAzioni" al Centro Congressi La Serra. Il mese di gennaio s'impegna ad affrontare il tema della crescita; l'argomento di mercoledì si è articolato intorno alla tesi "Crescere… oltrepassando i confini", grazie alla presentazione del libro "Oltre i confini dei raves. Le spirali del divertimento tra rischio e pregiudizio". Ad assistere all'appuntamento anche il sindaco Della Pepa, salutato da Tiziana Ciliberto, presidente della federazione piemontese del Coordinamento Nazionale delle Comunità d'Accoglienza, moderatore di tutta la serata. L'incontro è iniziato con la proiezione di un DVD su quelli che sono i raves party e sull'intervento che la Neutravel fa all'interno di queste "feste"; in chiusura al filmato l'intervista ad una ragazza diciannovenne, frequentatrice assidua dei raves. La carrellata di informazioni-testimonianze degli autori del libro ha destato subito interesse tra il pubblico accorso non così numeroso. Gli autori del libro sono: Massimo Lazzarino, che ha spiegato a grandi linee l'origine di queste feste non autorizzate e di come sono degenerate nel tempo, anche grazie ai mezzi di comunicazione che hanno reso più semplice il passaparola; Carlo Zarmati, direttore Dipartimento Patologia delle Dipendenze Asl TO/4, che ha illustrato quali sono le caratteristiche di questa istituzione e quali i loro obiettivi; Lorenzo Camoleto, fondatore del Gruppo Abele (editore del libro), ha raccontato com'è nato il progetto e come poi è diventato possibile anche grazie alla collaborazione con gli organizzatori delle feste. Infine parola alle due autrici, Elisa Fornero e Maila Amadei, psicologa. La Amadei ha spiegato come l'introduzione di strumenti come l'etilometro e i questionari anonimi all'interno dei raves party, siano stati utili per conoscere questa realtà giovanile che a molti appare inconcepibile per l'abuso di sostanze stupefacenti e alcolici. Ha spiegato come, grazie ad un dialogo con gli organizzatori, sono riusciti ad organizzare le feste in habitat più consoni rispetto a vecchie fabbriche abbandonate e soprattutto, in ambienti che posseggono tutte le norme di sicurezza. Importante a livello sanitario è stato l'intervento di Danilo Andreatta, coordinatore Dipartimento Patologia delle Dipendenze Asl TO/4, che ha affermato: Spesso incontriamo svariate difficoltà d'intervento a causa dei luoghi in cui si svolgono i raves. Una particolarità che distingue il nostro intervento da quelli comuni è il fatto che anziché mandare via la gente che c'è intorno, noi vogliamo che rimangano li; questo perché gli amici possono dirci cosa ha assunto la persona soccorsa o quanto ha bevuto, semplificando così il lavoro a noi del pronto intervento e alle aziende ospedaliere. L'unica cosa su cui non possiamo intervenire è la quantità di consumo di sostanze stupefacenti. Quindi spazio al pubblico per curiosità o domande, che sono state parzialmente soddisfatte. (sa.pa)