«Soli sulla nave, al buio e al gelo»

ROMA Insieme al commissario di bordo, sono i veri "miracolati" della crociera maledetta. Sono stati estratti vivi dalla Costa Concordia dopo circa 24 ore dall'incidente. Hye Jim Jeong e Kideok Han, i due sposini coreani superstiti del naufragio del Giglio, hanno passato quelle ore di terrore, al freddo e senza cibo, con la speranza che qualcuno si accorgesse di loro in quell'angusto corridoio davanti alla loro cabina. Solo l'altra notte, al terzo tentativo, i soccorritori sono riusciti a raggiungerli, seguendo le loro voci, e a portarli in salvo. Ora, ad otto giorni dalle nozze, sono tornati a Roma, la città che avevano visitato qualche giorno prima della partenza. Questa volta sono ospiti dell'ambasciata coreana in un lussuoso hotel dei Parioli. Il telo termico lo hanno lasciato a Grosseto ed ora sulle spalle hanno due caldi giubbotti, ai piedi scarpe da ginnastica e indosso una tuta. La sera dell'incidente ci eravamo appena addormentati dopo aver cenato - raccontano i due ragazzi di 29 anni -. Poi ad un certo punto abbiamo avuto la sensazione che qualcosa non andava. Una persona è entrata nella nostra cabina dicendoci qualcosa in italiano. Tutte le cose cominciavano a cadere a terra e ad un tratto ci siamo ritrovati con i piedi in aria. Non abbiamo sentito alcun allarme - cerca di ricordare Kideok -, all'improvviso si sono spente tutte le luci. Abbiamo avuto molta paura. Vivevamo con la speranza che qualcuno ci trovasse, ma anche con la consapevolezza di avere accanto la persona amata. I due ragazzi, che a Seul lavorano come insegnanti di chimica e fisica, raccontano di aver passato il tempo cercando una via d'uscita da una parte all'altra del corridoio, facendosi luce con il flash della macchinetta fotografica. Volevamo tornare in cabina per prendere i vestiti - dicono -, stavamo morendo di fame e freddo. Purtroppo però non riuscivamo, la nave era troppo inclinata. Abbiamo cercato anche di raggiungere i piani superiori ma c'era il rischio di cadere nel vuoto. La fortuna - sottolinea Hye Jim - è stata che la nostra cabina non si trovava nella parte sommersa della nave, ma in quella fuori dall'acqua. Ora nei loro programmi c'è un secondo viaggio di nozze, magari insieme al figlio che hanno in cantiere. Faremo una nuova luna di miele - dicono i due ragazzi -, ma non in crociera. Torneremo in Italia - assicura lei - i vostri vigili del fuoco sono troppo belli.