Pato resta al Milan, sfuma l'affare Tevez
«Mario Balotelli in Italia? Neanche a parlarne». Secondo l'agente Mino Raiola dell'attaccante del Manchester City non esiste la possibilità di un ritorno nel campionato di serie A del suo assistito. Non a breve termine quantomeno. La ragione? Semplice, esclusivamente economica. Mino Raiola assicura che Balotelli «si trova molto bene a Manchester e potrebbe presto rinnovare il suo contratto. Credo che non sia facile per lui tornare in Serie A, è troppo grande per l'Italia. Se Inter e Milan - è l'esempio di Raiola - hanno difficoltà a trovare 25 milioni di sterline (circa 30 milioni di euro, ndr) da investire per Tevez, come potrebbero pagare i 50-60 milioni di sterline (circa 60-72 milioni di euro) che servono per Mario? Il valore di Balotelli si aggira su queste cifre, lui è il numero uno». Cifre astronomiche che al momento tengono lontano anni luce SuperMario dall'Italia dove è sbocciato come giocatore grazie a Roberto Mancini, tecnico che ha ritrovato nella nuova avventura oltre Manica al Manchester City. Intanto lo stesso procuratore è riuscito a piazzare uno dei suoi assistiti illustri. Maxwell, terzino brasiliano in passato anche all'Inter, è sbarcato alla corte di Carletto Ancelotti. Il Psg si è assicurato il talentuoso esterno che lascia così Barcellona per cercare spazio a Parigi. La trattativa è stata chiusa a 3,5 milioni di euro. MILANO Come sfumò nel gennaio 2009 il passaggio di Kakà al Manchester City, così è sfumato quello di Pato al Paris Saint Germain. Proprio quando tutto pareva fatto e l'Inter di Moratti annunciava la sconfitta nel derby di mercato. L'effetto immediato è stato l'interruzione della trattativa per Tevez. Galliani, volato a Londra con l'offerta decisiva per l'argentino era pronto a definire l'acquisto con il Manchester City, ma dopo una telefonata di Berlusconi ha chiuso il discorso: la cessione di Pato era una sorta di condizione essenziale per chiudere l'affare. Poco prima delle 15 in Francia si è diffusa la notizia di un accordo fra Milan e Psg. Ma in quei minuti a Milanello si stava realizzando il colpo di scena e a metà pomeriggio è arrivato l'unico messaggio ufficiale: «Pato ha deciso di proseguire con il Milan la sua giovane, splendida e vincente carriera». Come ai tempi di Kakà, le ricostruzioni sono almeno due. Una è che sia stato Berlusconi in persona a bloccare tutto. Dall'ambiente rossonero filtra invece che il brasiliano, 22 anni, al Milan dal 2008, avrebbe detto no a un'offerta interessante per lui (6-7 milioni di euro a stagione) quanto per il club di via Turati (circa 35 milioni di euro). «Il Milan è casa mia. Non volevo interrompere la mia carriera in rossonero dopo aver vinto i miei primi due trofei con questa maglia - ha detto in una nota del club Pato, che ha un contratto fino al 2014 -. Voglio contribuire a scrivere la storia del Milan e ai successi futuri di questa società con allegria e in perfetta armonia con tutto l'ambiente. Questa gioia mi darà la carica per affrontare le partite future con maggiore entusiasmo, voglia di vincere e fare gol. Oggi per me è un giorno speciale. Ringrazio il presidente Berlusconi, la società e tifosi che hanno sempre creduto in me». Kakà sapeva che in estate lo aspettava il Real Madrid, e centinaia di tifosi innamorati di lui avevano manifestato per strada contro la sua cessione. Dal canto suo Pato sa che il treno del Psg di Leonardo e Carlo Ancelotti (figure chiave nella sua carriera) può passare di nuovo, ma in questo caso l'unica storia d'amore conclamata è quella con Barbara Berlusconi. Non mancano le congetture, ma la figlia del proprietario del Milan giura di essersi tenuta fuori da ogni decisione e forse avrebbe gradito la fine di questo conflitto di interesse. Di sicuro, rispetto all'affaire Kakà, questa volta il colpo di scena ha un altro sapore. La svolta ha spiazzato tutti. In primis Galliani che da tempo aveva l'accordo con Tevez e il suo agente Kia Joorabchian e pregustava la passerella dell'argentino al Meazza prima del derby. «Va bene così, speriamo che il campionato prosegua nel modo migliore - ha commentato l'ad - Ho promesso a Cassano che lo aspettiamo e quindi non potevamo avere cinque top mondo in rosa». Quando si è concretizzata, la retromarcia rossonera ha sorpreso soprattutto Allegri. Ora l'argentino è di nuovo sul mercato. Su di lui c'è proprio il Psg e lunedì, archiviato il derby, l'Inter valuterà se farsi avanti di nuovo.