Bocche cucite a Caluso sulla vicenda dell'asilo

CALUSO. La vicenda giudiziaria che ha per protagonista lo storico edificio che dal 1871 ospita l'Asilo fondato vent'anni prima dall'arciprete Giovanni Guala ha anche dei risvolti immediati, direttamente collegati all'incertezza del suo futuro, condizionato all'esito dell'asta fissata per il prossimo inizio di marzo. Infatti il parroco don Massimo Ricca, per statuto presidente dell'Asilo stesso, ha preferito bloccare le iscrizioni dei bimbi per il prossimo anno scolastico. E viva preoccupazione serpeggia fra i genitori, a loro volta sorpresi dalla gravità di una situazione, peraltro fattasi difficile già da qualche tempo, come testimoniano i recenti incontri avuti con il cda del "Guala". Ma ad affossare il bilancio non sono stati certo i costi del servizio scolastico, come enunciato ai genitori, quanto piuttosto i debiti contratti con le imprese esecutrici di lavori mai pagati e che hanno innescato il procedimento giudiziario. CALUSO Un velo di pietoso silenzio è calato sulla vicenda che ha portato lo storico Palazzo Valperga di Barone, per u secolo e mezzo sede dell'Asilo Guala (e da quattro di un micronido, realizzato dopo un intervento di ampliamento e di ristrutturazione) a finire nell'elenco delle vendite giudiziarie del Tribunale di Ivrea. Nessuno vuole commentare l'accaduto: dal sindaco Marco Suriani, che si trincera dietro un drastico "no comment", ai sei membri del consiglio di amministrazione dell'ente asilo Guala. Da alcuni mesi si vociferava di problemi seri in seno all'asilo, causati da una gestione quantomeno discutibile portata avanti dal principale consigliere di riferimento del cda stesso, vale a dire l'ingegner Luigi Barbero, affiancato dallamoglie nel ruolo di segretaria. Persone a cui il cda aveva dato la massima fiducia. Quella di Barbero è figura ben nota nella cittadina, essendo stato tra l'altro candidato sindaco per il centro-destra e per le vicende legate all'ex stabilimento Sferal. Nonostante i nostri sforzi è introvabile: anche i suoi numeri di telefono sono cambiati. Eppure una sua spiegazione sarebbe utile per fare chiarezza. Come pubblicato sul numero scorso, solo il parroco don Massimo Ricca Sissoldo, presidente (ma all'oscuro di tutto) del cda, alle prese quotidianamente con i genitori preoccupati che l'asilo venga chiuso (timore che dovrebbe essere scongiurato nel breve periodo) aveva ammesso il problema, senza però entrare nei particolari. Oggi, solo l'assessore all'Istruzione Umberto Verga, con la serietà che lo contraddistingue, affronta la questione. «Nessuno vuole parlare - osserva Verga - perchè la notizia è stata un fulmine a ciel sereno. Nessuno si aspettava un'evoluzione del genere nella vicenda del Guala. Nemmeno come amministrazione eravamo al corrente delle difficoltà dell'asilo, a cui assegniamo annualmente un contributo. Io quindi posso solo fare delle supposizioni. Senza dubbio il cda ha sbagliato a delegare tutte le responsabilità a Barbero e alla moglie, verso i quali nutrivano grande fiducia proprio per l'impegno speso per la gestione dell'asilo. Con ogni probabilità le difficoltà sono da ricercare in un aumento dei costi, soprattutto per quanto riguarda il micronido e le spese per la sua realizzazione. Forse si è trattato del classico "passo più lungo della gamba". Ma la situazione certo doveva essere affrontata con trasparenza. Tuttavia ci sono buone possibilità che l'asilo possa continuare a vivere: il palazzo ha infatti un preciso vincolo socio –assistenziale e come amministrazione certo non concederemo mai un cambiamento di destinazione d'uso. A questo punto mi chiedo: chi mai potrebbe acquistare un palazzo con un vincolo del genere?». Lydia Massia