«Vogliamo essere più tutelati»

Avevano tentato di rubare circa 100 chili di rame nel cortile di un immobile ad Arnad, nel gennaio del 2011, per un valore complessivo di circa 400 euro. A sorprenderle, mentre caricavano il furgone intestato alla loro ditta, era stato lo stesso proprietario che aveva avvertito i carabinieri. Per tentato furto aggravato in concorso, il giudice monocratico del tribunale di Aosta Marco Tornatore ha condannato due sorelle di Ivrea ad un anno di reclusione senza la sospensione condizionale a causa di una precedente condanna. IVREA Nove rapine in venticinque giorni. L'ultima, ieri pomeriggio, a Cuorgnè, alla farmacia Rosboch, località Pedaggio. C'erano alcuni clienti quando sono entrati i malviventi. Li hanno fatti inginocchiare per terra, sotto la minaccia delle armi e poi sono fuggiti con il bottino. Ed è allarme tra i farmacisti canavesani, ormai stufi di essere nel mirino di bande di criminali, spesso violente. I responsabili delle associazioni di categoria lanciano un appello alle autorità facendo sapere all'opinione pubblica ciò che in queste settimane si sta verificando con troppa frequenza. Episodi che i carabinieri, titolari delle indagini, hanno invece deciso di tenere nascosto agli organi di stampa, come se non informare la gente su quanto succede sul territorio rendesse tutti più sicuri. Ad essere colpite sono soprattutto le farmacie dei piccoli centri urbani. Negli ultimi venticinque giorni, i rapinatori hanno preso di mira le attività dell'Alto e del Basso Canavese. Per avere un'idea del fenomeno che sta interessando il nostro territorio, basta dare un'occhiata ai numeri. E' c'è da aver paura. E' la stessa associazione dei titolari di farmacia a fornire i dati precisi: nove episodi in sei locali diversi. In tre casi,i malviventi sono ritornati nella stessa farmacia. Sul fronte delle indagini si sa ben poco. Individuare i responsabili sembra un obiettivo ancora lontano. Non si sa neanche se ad agire sia stata sempre la stessa banda di criminali. Tra i primi colpi messi a segno, ci sono quelli alla farmacia di Feletto (via Luigi Chiala, 22), "visitata" due volte. La prima rapina porta la data del 16 dicembre, alle ore 19,05. Passano pochi giorni, ed esattamente l'ultimo dell'anno, alle 18,10, i rapinatori si rifanno vivi. Dal Basso all'Alto Canavese ed ecco che viene colpita la farmacia di Salassa (via Matteotti, 8): il giorno prescelto è mercoledì 4 gennaio, ore 18,50, pochi minuti prima della chiusura. Anche Busano è un luogo che fa gola ai malviventi e, anche in questo caso, due episodi ravvicinati: lunedì 19 e venerdì 23 dicembre. Si passa poi al confine tra Canavese e Ciriacese, Levone. Qui, la rapina è datata giovedì 22 dicembre, alle 18,30. Poi Bosconero, ancora due episodi ravvicinati: martedì 13 dicembre, ore 18,15, e giovedì 5 gennaio, alle 18,30. E infine Cuorgnè, ieri pomeriggio. A nome della categoria, parla Emilio Fiore, consigliere dell'Associazione Titolari di Farmacia della Provincia di Torino e referente territoriale per l'Asl TO/4. Ritengo sia opportuno che i nostri esercizi siano più tutelati - dice -. Le rapine sono opera presumibilmente di giovani che agiscono a volto coperto, nella maggior parte dei casi armati di pistola o taglierino e spesso agiscono con molta aggressività. A volte le vittime non sono soltanto i colleghi, ma gli stessi clienti presenti nel locale al momento della rapina. Nella maggior parte dei casi le modalità sono le stesse. Dopo il colpo, i rapinatori se ne vanno via indisturbati, spesso a piedi, per evitare che eventuali telecamere presenti nel paese possano inquadrare i mezzi di fuga. I colleghi si sentono abbandonati, sono spaventati e chiedono un intervento delle autorità per porre fine a questi eventi - aggiunge Emilio Fiore -. Nei paesi, dove la grande distribuzione non esiste, le farmacie sono tra le ultime attività rimaste sul territorio e sono il primo presidio sanitario a disposizione del cittadino, soprattutto nelle zone disagiate. La farmacia è da considerarsi a tutti gli effetti un servizio di guardia sul territorio. E' sempre possibile trovarne una aperta, 24 ore su 24, e 365 giorni l'anno. Mi auguro che si possa fare qualcosa di più. Il penultimo episodio è quello di giovedì 5 gennaio, a Bosconero. Alberto Rivelli, titolare della farmacia, ha subìto due rapine tra dicembre e l'inizio del nuovo anno. Il nostro lavoro è diventato insicuro - aveva detto alla Sentinella - siamo in balìa dei delinquenti. Occorre trovare al più presto una soluzione. La nostra categoria deve poter continuare a lavorare con serenità. E ieri, il giorno scelto dai farmacisti per lanciare il loro appello, ancora un colpo. Marco Bermond