Feste in archivio e il bilancio è "magro"
Pecco ancora fra i cantieri: è ora di cominciare a sistemare l'edificio municipale. Passati i festeggiamenti per la fine dell'anno, appese ormai, e svuotate, le calze sul camino, non si fa che pensare al ritorno del lavoro. Non è per tutti una buona notizia, certo, ma i pecchesi potranno almeno consolarsi con l'ampliamento del loro spazio di discussione pubblica. Infatti, se è vero che, per l'aggiunta di un corpo di fabbrica al porticato del salone pluriuso (opera che frutterà ben 150 metri quadri di spazio utile), si dovrà ancora pazientare e seguire il solito iter divincolandosi tra gare di appalto e approvazione dei progetti, per i lavori previsti al piano terreno del palazzo comunale, non si dovrà attendere oltre. Tanto è vero che la sistemazione dei locali ha già pronti i fondi e non si dovrà sperare, come spesso accade, in miracolosi avanzi d'amministrazione. La Regione interverrà con circa 30mila euro e il Comune con altri 30mila. I lavori sono già stati appaltati ad un'impresa valligiana, la Pittarello & Ghina di Vico Canavese. Partenza prevista proprio per questi giorni. (ri.fro.) VALCHIUSELLA La crisi si fa sentire, eccome. E a questo trend non sfugge nemmeno la Valchiusella dove le festività natalizie vanno in archivio all'insegna di un modesto riscontro per gli operatori turistico commerciali. Del resto, i portafogli sempre più vuoti dei potenziali clienti hanno indotto molti di questi a rinunciare anche ai "tradizionali" appuntamenti a tavola. Se meglio è andato a Natale, il Capodanno 2012 verrà ricordato come in piena sintonia col clima da recessione che si respira ovunque. Rispetto all'anno precedente, infatti, da Vistrorio a Traversella, nessun centro escluso, gli esercizi pubblici (dal semplice bar-trattoria all'albergo, passando per l'agriturismo ed il ristorante vero e proprio) registrano un calo che per alcuni ha toccato anche il 40%. Sono dati negativi che inducono a più d'una riflessione, nonostante le sollecitazioni di chi governa il Paese a non essere troppo pessimisti perchè un cauto ottimismo (in teoria) dovrebbe segnare già un punto sulla strada della ripresa. Pochi villeggianti, dunque, che in genere provengono da Torino e provincia, Biella ed Aosta, ma anche un calo di chi la valle non può permettersela più d'un giorno, magari per un piacevole desco, come detto, o, trattandosi di Natale e Capodanno, veglie e veglioni. Luca Arsini è titolare del rinomato albergo ristorante "Le Miniere" di Traversella. Il nostro hotel vanta 25 camere, oltre ad una cucina tradizionale e, nonostante ciò in questo periodo abbiamo dovuto registrare, purtroppo, una diminuzione della clientela - confida l'operatore - . Se a Natale, tutto sommato, si è lavorato ancora discretamente, il Capodanno, volendo fare un parallelo con gli anni precedenti, è stato davvero più "magro", nonostante da cinque anni noi non si sia mai variato il prezzo del menu. E' un termometro del disagio che si avverte in giro. La gente, prima di spendere, ci pensa non una, ma due, tre volte. Restando in alta valle, non se la sono passata meglio i titolari del bar trattoria "Croce Rossa", adiacente il Soggiorno Montano. E dire che proprio la tipologia del locale avrebbe, in teoria, dovuto invogliare i potenziali clienti visti i prezzi tutto sommato contenuti. Scendendo ad Alice, uno dei punti d'incontro, frequentatissimo soprattutto d'estate, è l'agriturismo "Garavot", dallo scorso 5 novembre gestito dalla cooperativa agricola Garavot. Anche qui, le speranze del "sold out" per l'ultimo dell'anno sono andate deluse. Il locale era pieno solo a metà - confessano Monica Marando ed Alfonso Carlo - , ma dobbiamo considerare che abbiamo aperto appena da due mesi. Parlare di indoddisfazione sarebbe improprio. Diciamo che poteva andar meglio ma di questi tempi bisogna anche sapersi accontentare. Il target della clientela è vario - aggiungono i gestori della struttura - . Ci sono i giovani e gli adulti, provenienti sia dalla valle che da fuori zona, i quali hanno imparato a conoscere la nostra cucina che mira a valorizzare i prodotti della nostra terra e ad un costo modico. Clientela poco valchiusellese, invece, per il ristorante "La Selva" di Vistrorio. Collocato all'inizio della valle ed adiacente il torrente Chiusella, il locale di Cristina Monzardo ha festeggiato l'arrivo dell'anno nuovo come un giorno "qualsiasi", ovvero con gente che per approdare a Vistrorio deve fare, in alcuni casi, anche molti chilometri. Durante queste feste, e specialmente a Capodanno, abbiamo lavorato di più con la clientela affezionata di Torino, Biella ed Aosta che con quella dei paesi limitrofi - spiega - . Certo, il numero delle prenotazioni, in generale, è sceso rispetto agli altri anni, e questo è un dato negativo. La speranza è che la crisi possa un po' per volta passare e che già dalla prossime festività in calendario torni ad esserci un incremento di persone che scelgono la valle e i suoi locali. Loris Ponsetto