La "terra rossa" diventa strumento d'integrazione

Sta muovendo i suoi primi passi l'Ente di Gestione dei Sacri Monti piemontesi. Il nuovo soggetto regionale che raggruppa i sette Sacri Monti (Belmonte, Orta, Ghiffa, Domodossola, Varallo, Oropa e Crea) inseriti nel sistema delle aree protette della Regione Piemonte che provvede alla loro conservazione storica, artistica ed alla manutenzione e tutela dell'ambiente circostante, è divenuto, infatti, operativo dallo scorso 1 gennaio. E del nuovo consiglio di amministrazione dell'Ente di Gestione dei Sacri Monti farà parte anche il giovane architetto di Cuorgnè Silvia Leto, consigliere di maggioranza della nuova amministrazione guidata dal sindaco Beppe Pezzetto. Ritengo la scelta fatta insieme ai colleghi sindaci di Valperga, Pertusio e Prascorsano - afferma il primo cittadino cuorgnatese- , con i quali abbiamo condiviso la proposta di candidatura di Silvia Leto in questo importante ente e che, grazie anche alle caratteristiche professionali che abbiamo presentato, è stata subito accettata, un bel segnale sia di collaborazione del nostro territorio sia di valorizzazione di giovani e preparati canavesani. Sono onorata di questa ulteriore opportunità che mi viene offerta - confida il neo consigliere Silvia Leto -, e ringrazio coloro che da tempo mi stanno dando fiducia, in primis Beppe Pezzetto, ed in questo caso i sindaci di Valperga, Pertusio e Prascorsano. E' una sfida che accetto con la consapevolezza dell'importanza che il santuario di Belmonte ricopre per il nostro territorio, da un punto di vista religioso, storico e naturalistico. E' necessario valorizzarne le potenzialità ancora inespresse che potranno, certamente, contribuire ad un rilancio del nostro Canavese. (c.c.) CUORGNE' Quando l'antica arte di modellare la terra rossa può anche diventare un efficace strumento di integrazione per persone con disabilità. E' risultata una delle tre iniziative finanziate a livello piemontese dal Ministero dell'Interno sulla Riserva Fondi Lire U.N.R.R.A. 2011 l'interessante progetto "Laborarte - laboratorio protetto e inserimenti lavorativi di persone disabili nell'arte della ceramica" presentato dal Consorzio intercomunale dei servizi socio assistenziali Ciss 38 di Cuorgnè. Il Ciss 38, nell'ottica di sostenere le persone disabili in un concreto percorso di autonomia e di integrazione sociale - spiega il presidente del Consorzio, Alessandro Ratto -, dopo una condivisione con i soggetti territoriali e un'analisi dei bisogni emersi nei lavori del Piano di zona, ha presentato al Ministero dell'Interno sul Fondo Lire U.N.R.R.A. 2011 il progetto "Laborarte - laboratorio protetto e inserimenti lavorativi di persone disabili nell'arte della ceramica". Con sentito apprezzamento abbiamo è potuto apprendere che il progetto è risultato uno dei tre finanziati nell'ambito regionale - aggiunge Ratto - . In tal senso, in collaborazione con la Città di Castellamonte, il liceo artistico "Felice Faccio" ed i ceramisti di Castellamonte, nell'anno 2012 si potrà realizzare un progetto significativamente importante per il territorio. Tutto vero. "Laborarte", in effetti, costituisce un concreto punto di partenza per creare un laboratorio lavorativo protetto di cui si necessita sul territorio, promuovere imprenditoria sociale e permettere, al termine del progetto, di proseguire le attività lavorative del laboratorio tramite commesse esterne. Ma potrà anche valorizzare l'artigianato locale, permettendo così un'arricchente integrazione tra soggetti disabili, ceramisti e cittadinanza tutta. Il progetto in questione, in sostanza, prevede l'inserimento di 35 persone affette da disabilità intellettiva e sensoriale, di età compresa tra i 18 ed i 40 anni e residenti nel territorio del Ciss 38, in contesti protetti e propedeutici alla lavorazione della ceramica. Nello specifico, l'intenzione è quella di avviare sia un laboratorio protetto sulla lavorazione della ceramica, gestito da educatori e tecnici ceramisti, che si realizzerà a Castellamonte nei locali dell'ex Centro diurno, sia dar vita a dei percorsi propedeutici al lavoro presso botteghe di ceramisti o aziende affini, dove poter svolgere attività specifiche, di cui le persone disabili hanno acquisito competenze nell'iter di "Laborarte". E', alla fine, un'altra risposta importante che il Consorzio per il socio assistenziale altocanavesano si appresta a dare. Val la pena rimarcarlo, in questi tempi così difficili. Chiara Cortese