Bozzello, Cavaliere di Gran Croce
CASTELLAMONTE Gli oltre 65 anni di vita politica di Eugenio Bozzello Verole, la sua coerenza verso il socialismo riformista, il suo costante impegno nei confronti dei famigliari e dei concittadini, sono raccolti nel volume della collana "Le donne e gli uomini della Repubblica", nell'edizione speciale riservata ai Cavalieri di Gran Croce. Onorificenza concessa solo a tre canavesani, oltre a Bozzello figurano nell'elenco dei Cavalieri di Gran Croce l'arcivescovo Giuseppe Bertello ed il cardinale Tarcisio Bertone. Tra le personalità italiane che si fregiano dell'onorificenza vi sono, tra gli altri, l'attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti, il Presidente della Banca Europea Mario Draghi ed i Nobel Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia. Nato a Castellamonte il 30 agosto 1928 l'attività politica di Eugenio Bozzello è stata negli scorsi anni raccontata nel liro "Da Mirafiori a Palazzo Madama". Negli Anni Cinquanta - recita un passaggio del volume - , Umberto Agnelli mi chiese cosa avrei voluto fare da grande. Gli risposi che volevo fare il mestiere di suo nonno. Quando venni eletto senatore, proprio come suo nonno, mi fece i complimenti. Il ricordo più curioso e drammatico è legato alla metà degli Anni Ottanta. Il mio nome venne trovato nel 1987, a Parigi, in una lista delle Brigate Rosse – aggiunge Bozzello -. Alle forze dell'ordine che volevano darmi la scorta, cercai di sdrammatizzare la situazione dicendo che non ero particolarmente preoccupato perché, prima di me, ve ne erano altri 52. d.r.