Ichino e la sua riforma sul lavoro

IVREA Si pone in modo gentile anche se fermo e deciso. Il professor Pietro Ichino, oggi deputato Pd, è un uomo che paga (e, con lui, la sua famiglia) in modo pesante sul fronte della limitazione della libertà personale, la possibilità di esprimere le proprie opinioni su un argomento complesso e delicatissimo come lavoro e diritti. E questo è un fatto. Il dissenso è legittimo, ci mancherebbe, le minacce e le intimidazioni inquietano. Il professor Ichino non teme il confronto dialettico, anzi. Ed è su questo terreno che vuole confrontarsi, sulla libertà delle idee avendo ben presente che la dialettica di chi deve cavalcare il consenso dell'oggi e chi deve gettare un ponte per il futuro è inevitabile. Già. Il tema è delicato e, nonostante il 3 gennaio ed una città mezza vuota, l'incontro organizzato da Italo Cossavella all'ex Esattoria di corso Cavour per la presentazione del libro "Inchiesta sul lavoro. Perchè non dobbiamo avere paura di una grande riforma" (ed. Mondadori, 10 euro) fa il pieno. Il professore spiega la sua ricetta attraverso la flexecurity che, in estrema sintesi, prevede maggiore flessibilità accompagnata a percorsi reali di accompagnamento e sostegno da un posto di lavoro all'altro. Un modello possibile, in Italia? Le domande per il professore sono molte e molte altre restano in sala. Gli assessori al Lavoro del Comune, Enrico Capirone e della Provincia, Carlo Chiama, spiegano il quadro locale. Chiama, pur esprimendo una serie di criticità concrete, spiega come la crisi abbia ridotto il numero dei contratti di lavoro avviati a tempo indeterminato: erano il 21% nel 2008, il 16% nel 2010. Anche il lavoro somministrato si è ridotto a favore di un aumento di lavori affidati a chi ha partita Iva. Che i contratti atipici abbiano eroso e continuino ad erodere la platea dei lavoratori a tempo indeterminato è, anche questo, un fatto incontrovertibile. E allora? E allora per il professor Ichino bisognerebbe guardare avanti (o, almeno, a chi in Europa già opera in questo modo) e rimuovere dal tavolo delle discussioni alcune grandi questioni che rischiano di essere dei tabù incapaci di far crescere la discussione. Il senatore Ichino si fa dare, da Chiama, il dato di quanti contratti sono stati stipulati, in un anno, nel territorio della Provincia di Torino. Sono circa 350 mila e comprendono tutti i tipi di contratto, compresi quelli che durano un giorno. Ecco, il senatore Ichino sostiene che, comunque sia, sono tante occasioni di lavoro. Occasioni non sempre trasparenti, difficili da andare a cercare: Se riuscissimo ad attivare fra offerte di manodopera e vitalità di chi crea lavoro un contatto continuo, questo consentirebbe di offrire itinerari di ricollocazione. In Lombardia, faccio un esempio, ci sono 80-90mila posti di lavoro scoperti per mancanza di qualifica necessaria. Perchè non incrociare, intanto, questi dati?. E il lavoratore? Flexsecurity, per Ichino, significa fare in modo che il denaro che si spende in ammortizzatori sociali non sia solo un sostegno al reddito finalizzato, troppo spesso, a tirare per le lunghe situazioni, a fare assistenzialismo con il fiato corto e stimolare lavoretti in nero per arrotondare. Si lavora alcuni anni per un'azienda - dice - poi magari quest'azienda chiude o ristruttura e si lavora un paio d'anni per se stessi, con il sostegno pubblico, per imparare un mestiere nuovo, formarsi ed essere accompagnati ad un'altra occupazione, con la supervisione di un tutor. I problemi sono molti e Ichino, sollecitato dalle diverse domande, non li nega. Anzi. Sottolinea perfettamente come esista anche un problema da risolvere contestualmente legato alla capacità di attrarre investimenti dall'estero per nuove produzioni, non nega le difficoltà del Paese anche in termini di efficienza di risposte della pubblica amministrazione. E' convinto, però, che si debba guardare avanti. E fa alcuni esempi. Il primo: Ricordo il riconoscimento del part time. Siamo nel 1984 e c'erano resistenze fortissime. Il Pci votò contro, la Cgil era contraria. Oggi qualcuno si sognerebbe di mettere in discussione i contratti part time?. (ri.co.)