«Non mi sono reso conto di aver investito un uomo»
IVREA Gli agenti della squadra investigativa del commissariato di Ivrea lo hanno atteso nel punto vendita in cui l'autotrasportatore doveva consegnare la merce. Qui lo hanno fermato e portato in Procura per un lungo interrogatorio durato quasi quattro ore. L'accusa, a piede libero, è di omicidio colposo e omissione di soccorso. Per gli investigatori non ci sono dubbi: è lui l'uomo che martedì scorso ha investito e ucciso Arnaldo Andreani, pensionato di Chivasso di 76 anni. Si chiama Giovanni Russo, 46 anni, residente ad Asti, dove lavora per una ditta che produce pneumatici. Martedì pomeriggio, come quasi tutti i giorni, l'uomo stava guidando un furgone Renault di colore bianco. Aveva già effettuato alcune consegne nell'Eporediese e aveva pranzato in un bar di Romano. Poco dopo le 14, è risalito sull'automezzo percorrendo la strada provinciale che collega la frazione Cascine a Romano. Era diretto al casello autostradale di San Giorgio. L'impatto con il povero Andreani, che camminava sul ciglio della strada, è stato violentissimo. Il pensionato è stato scaraventato nel fossato ed è morto sul colpo. Davanti al magistrato Lorenzo Boscagli, Russo, difeso dall'avvocato Luca Achilluzzi, ha spiegato di non essersi reso conto di aver investito una persona. Eppure la botta sul cofano è stata fortissima. Il parabrezza del furgone si è crepato in più punti. Ero convinto di aver preso la palina di un cartello stradale - ha detto Russo al magistrato - Mi sono fermato pochi metri più avanti e dagli specchietti retrovisori non ho visto nulla di strano. Così ho proseguito. Pochi minuti dopo, Russo avrebbe chiamato dal cellulare i suoi titolari spiegando di aver avuto un piccolo incidente. Se avessi avuto il minimo sospetto di aver fatto del male a qualcuno, mi sarei fermato. Credetemi. Non sono scappato per sottrarmi alle mie responsabilità. E' questa la versione di Giovanni Russo che in queste ore viene passata al vaglio dagli agenti della squadra investigativa. A portare la polizia sulla tracce dell'autotrasportatore astigiano, sono state le immagini scattate dal Telepass del casello autostradale di San Giorgio. Pochi minuti dopo l'incidente, infatti, il Telepass ha fotografato la targa di un furgone di colore bianco (descritto dall'unica testimone presente sul posto) con il parabrezza crepato. Di lì il passo per gli inquirenti è stato breve. Mercoledì scorso, Giovanni Russo ha girato la Valle d'Aosta per altre consegne. Nel pomeriggio, era nuovamente ad Ivrea. Gli agenti lo hanno atteso nel luogo della sua ultima consegna. Poche ore prima, a quanto pare, i suoi datori di lavoro, leggendo i giornali, lo avevano avvisato di quanto avvenuto a Romano il giorno prima. Mi sarei consegnato una volta tornato ad Asti. Vincenzo Iorio