Operatori contro le svendite invernali
CUORGNE' Non siamo truffatori, ma gente che lavora onestamente e non abbiamo nessuno che ci tuteli. Stiamo studiando il modo per far sentire la nostra voce, per coinvolgere anche i colleghi degli altri centri per capire se c'è qualcuno che possa darci una mano per tornare ai saldi di una volta. Sono sul piede di guerra i commercianti di Cuorgnè, amareggiati per l'avvio della campagna svendite invernali immediatamente a ridosso delle festività che finisce, inevitabilmente, col danneggiarli e, contestualmente, non permette di praticare sconti più consistenti alla clientela. Le vendite natalizie sono andate molto a rilento e a giorni alterni - confida Giuseppina Gaudino, di "Millenium" - . E' stato un Natale a luci spente, come, d'altronde, ci si aspettava. In giro per Cuorgnè si è vista poca gente e in parecchi chiedevano quando sarebbero iniziati i saldi. E' comprensibile questo atteggiamento, mettendosi nei panni dei clienti. Noi commercianti siamo speranzosi circa l'andamento della campagna svendite invernali e ci auguriamo che non si avverino le previsioni nefaste che sentiamo ogni giorno in televisione anche se, francamente, sono molto scettica. La gente è scoraggiata e i media creano un allarmismo a volte ingiustificato. Il Natale è andato bene, ma sono profondamente contraria all'inizio dei saldi subito dopo le festività - incalza Carlotta Lombardo, de "Al nido di Carlotta" -. L'avvio al 5 gennaio, per noi commercianti, significa non rientrare nemmeno dell'Iva. Praticamente, lavoriamo sei mesi all'anno in saldo. La televisione ci dipinge come una schiera di ladri, pronti a truffare la gente che diventa, per forze di cose, oltremodo guardinga, ma non vengono mai messi in luce la professionalità ed il servizio che offriamo alla clientela e che la grande distribuzione non assicura. Si lamentando anche gli operatori commerciali di Castellamonte. Rispetto al secondo semestre del 2010, c'è stato un calo di vendite del 30% - spiega Carlo Tesolin, di "Moda 2000" -. Calo riscontrato anche nel periodo natalizio, soprattutto da parte dei clienti giovani, molti purtroppo senza lavoro e senza soldi in tasca. La nostra speranza è che il denaro risparmiato, durante le scorse settimane, venga speso nella stagione dei saldi. Il calo c'è stato ovunque, ed anche a Rivarolo: non siamo un'isola "felice" nel deserto - interviene Ida Chiarle, titolare di un negozio di abbigliamento in via Ivrea e presidente dell'Ascom locale - . Ma che credo che la provincia, alla fine, abbia risentito meno della grossa metropoli. C'è paura a spendere tra la gente, vuol capire che sta succedendo prima di mettere mano al portafogli. Per i saldi le aspettative sono buone. Meno regali a Natale, maggiore disponibilità per le offertissime di gennaio. Chiara Cortese