Il mistero del cadavere senza testa
CUORGNE' Continua a non avere un nome ciò che resta del corpo ritrovato tre settimane fa nei pressi della centrale idroelettrica di Piova, nel territorio del Comune di Castellamonte. Tutto sembrerebbe ricondurre a Domenico Nora, l'uomo di Cuorgnè scomparso qualche giorno prima dalla sua abitazione di località Turina e di cui si erano perse le tracce tanto da indurre la famiglia a chiedere anche la collaborazione di "Chi l'ha visto?", ma manca la tessera più importante del mosaico: il responso del dna. Ancora non sarebbe stata fatta la comparazione tra i reperti recuperati nell'abitazione del quarantanovenne cuorgnatese (su di un berretto, un pettine, una lametta da barba utilizzati dal Nora, come confermato dalla sorella Caterina) e lembi del cadavere senza testa che giace tuttora nell'obitorio dell'ospedale di Cuorgnè. Particolare macabro, questo, che ha destato e continua a destare inquietudine, ma tutte le ricerche effettuate lungo l'asta dell'Orco, nel tratto che dall'ex Manifattura cuorgnatese conduce sino alla centrale di Piova, hanno dato esiti infruttuosi. Purtroppo, e la cronaca insegna, non è detto che quanto cercato con insistenza debba poi essere ritrovato. Certo, più passa il tempo e più diminuiscono le speranze di ricomporre un corpo straziato, così come aumenta il tormento dei famigliari che vorrebbero fosse scritta la parola fine su questa vicenda. E' stato un Natale di sofferenza per Caterina Nora e i suoi congiunti: la scomparsa del fratello, così improvvisa, inattesa, già li aveva gettati nello sconforto. Poi, il ritrovamento del corpo a Piova ha come annullato le residue speranze di poter rivedere vivo Domenico anche se, come detto, il cadavere all'obitorio dell'ospedale di Cuorgnè è tuttora senza un'identità. L'attesa è per questo esame comparativo e per il suo risultato, ma tutto è nelle mani della Procura di Ivrea e non c'è alcuna certezza sui tempi. Potrebbero trascorrere settimane, mesi, prima del responso e solo allora, anche se il test del dna, e va ricordato, non è mai attendibile al 100%, si potrà procedere con le esequie. Ecco, dare una degna sepoltura ai resti di Domenico Nora (sempre che sia davvero lui) è il gesto che la pietà cristiana reclama. La verità, sulla sua tragica fine, probabilmente non verrà mai a galla anche se l'ipotesi del suicidio è sempre stata tra le più accreditate visto il periodo difficile che stava attraversando. La mancanza di un lavoro, e in un età della vita dove chi non ha un'occupazione fatica a vedere la luce al fondo del tunnel, lo avevano segnato profondamente. Condannandolo, forse. Mauro Michelotti