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IVREA Stanno pian piano arrivano le adesioni all'invito di Francesco Gioana e degli altri "Citoyens de la Ville d'Ivrée" a partecipare al Carnevale da protagonista indossando un abito d'epoca. Invito rivolto a tutti, eporediesi e non, commercianti, guppi storici, Comuni limitrofi.Tra i commercianti, le prime ad aderire sono state Luisa Rolfo e la cognata Maria Gremmo che hanno giudicato ottima l'idea di Gioana per questa sorta di coinvolgimento attivo della cittadinanza. E' ovviamente impensabile che da subito tutti partecipino – commenta Luisa -. Sarebbe davvero troppo bello e il Carnevale, forse, riuscirebbe finalmente a ritrovare quel suo spirito originario di manifestazione per la gente, costruita intorno a un sapiente intreccio di corsi di gala e cerimonie, a cui si è in seguito aggiunta la Battaglia delle Arance. L'importante è iniziare e, soprattutto, perseverare, in modo da risultare "contagiosi". Anche se in questo primo anno che si potrebbe definire ‘sperimentale' non si dovesse essere in tantissimi, sicuramente quanto seminato saprà, presto o tardi, dare i suoi frutti. Noi - prosegue - siamo "di parte" in quanto esponenti di quello che Francesco è solito definire lo "zoccolo duro" dei Citoyens. Siamo infatti nel gruppo dal 2000, in aggiunta a Francesco che, l'anno prima, aveva fatto gruppo a se' unico rappresentante, quale Citoyen n° 1. Io sono la numero 8, mio marito Giacomo era il numero 9 e mia cognata è il numero 13. Luisa Rolfo, Mugnaia 1996, ha scelto di non atteggiarsi a ‘Mugnaia a vita' ed è prontamente tornata ad citoyen, scegliendo di continuare a vivere il Carnevale secondo un'accezione più intima e libera: Come Citoyen abbiamo un guardaroba piuttosto fornito. Iniziammo con abiti in taffetà, poi rivelatisi inadatti ad essere indossati all'aperto, per via del freddo, e proseguimmo con altri in panno di lana, tutti confezionati dalle sorelle Patelli, le nostre esperte "couturières de la Ville". Per l'iniziativa di quest'anno che ci vede coinvolte in veste di gioielliere ci piacerebbe ideare qualcosa di nuovo, magari ispirato ai grembiuli dei commercianti di quegli anni a cavallo tra il 1795 e il 1805. Indumenti da indossare per tutta la durata della manifestazione. Qui entra in campo Maria, l'artista di famiglia, esperta nel tradurre in realtà le idee di Luisa sia in fatto di abbigliamento d'epoca, sia, soprattutto, per l'addobbo delle vetrine e del negozio: Stiamo pensando anche a scatoline particolari e ad adesivi – spiega - che richiamino questo particolare modo di intendere il Carnevale. Mi aspettano alcuni giorni in Francia e mi dedicherò alla ricerca di stoffe adatte e magari di qualche spunto ulteriore. Ci sembra un modo simpatico ed efficace per onorare la manifestazione, promuovere la città e fare accoglienza. (fr.fa.)